
"Edwin Hiraldo Rodriguez non picchiò il 60enne con l'intenzione di uccidere". È questa in sintesi la tesi sostenuta dalla difesa nel secondo giorno di processo a carico del 25enne domenicano che la sera del 28 gennaio scorso aggredì in piazza municipio a Bellinzona un 60enne di Gordola. L'avvocato difensore Felice Davond si è battuto per una sensibile riduzione della pena chiedendo che il suo assistito venga giudicato per lesioni gravi e non per tentato omicidio intenzionale come vorrebbe l'accusa. Davond ha quindi chiesto alla Corte presieduta dal giudice Claudio Zali di tenere conto della perizia psichiatrica che descrive l'imputato come un ragazzo con disturbi della personalità. Un ragazzo che non era in grado di capire che quell'aggressione poteva davvero essere letale. Un'aggressione le cui conseguenze sono state descritte durante il primo giorno di processo dal medico legale che ha parlato di irreversibili lesioni cerebrali con importanti conseguenze a livello motorio, del linguaggio e della memoria. "Oggi questa persona non è più capace di intendere e di volere", ha commentato ieri il procuratore pubblico Arturo Garzoni che ha chiesto per l'imputato 10 anni di carcere per tentato omicidio intenzionale. Secondo l'accusa, l'imputato ha aggredito la vittima con l'intenzione di uccidere, o perlomeno sapendo che quella ferocia poteva condurre alla morte. "Si tratta di un individuo pericoloso", ha detto Garzoni. "Lo provano i numerosi precedenti. Lo prova soprattutto i 12 mesi di carcere scontati nel 2006 per rapina. Una pena che tuttavia non è servita a nulla", ha concluso Garzoni. La sentenza è attesa per venerdì pomeriggio. fp
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