
L’azienda cantonale dei rifiuti lo ha deciso ieri pomeriggio. E ieri sera a Ticinonews, Marco Borradori ha calato l’asso. Nel corso di uno scoppiettante confronto con il coordinatore dei verdi Sergio Savoia, il ministro del Territorio ha svelato le nuove tariffe di smaltimento dei rifiuti. Si riparte da 150, dunque. 175 per l’esattezza, considerate le spese. Uno “sconto” comunque di una certa rilevanza che potrebbe riorientare la politica dei rifiuti in Ticino. Ne è convinto Giuliano Bignasca. “Non voglio mai più sentire parlare di tassa sul sacco”, dice il presidente della Lega. “La Lega, a fronte della nuova tariffa, è pronta a ingaggiare una battaglia senza quartiere per abolire la tassa sul sacco nei comuni dove sciaguratamente è stata introdotta. Basta tassare la gente”, conclude Bignasca. Più sfumata la posizione del capogruppo PLR Christian Vitta, secondo cui, comunque, qualcosa va cambiato. “La notizia è positiva. È chiaro che ora i comuni spenderanno molto di meno e questo inevitabilmente dovrà portare a un ripensamento del concetto di tassa sul sacco sin qui adottato. Si va inevitabilmente verso soluzioni alternative”. Per Manuele Bertoli, per contro, la nuova tariffa di smaltimento è un incentivo alla tassa sul sacco. “La tassa- spiega Bertoli - ha uno scopo sociale e non fiscale Per i comuni il riciclaggio è comunque un affare: perché, al di là della tariffa, meno rifiuti producono e meno pagano. Quindi la linea della tassa sul sacco in Ticino deve proseguire, ovviamente con prezzi più bassi”. Al presidente socialista abbiamo anche chiesto un parere sulla scelta del Governo di non ancorare nella legge, come chiedeva la mozione Savoia, il divieto di importare rifiuti dall’estero: “Penso che ribadire nella legge questo principio sia giù”. “Il fatto che si sia abbassata la tariffa non cambia di una virgola l’importanza del riciclaggio”, commenta Paolo Beltraminelli. E sulle tassa, il capogruppo PPD dice questo: “Lo smaltimento dei rifiuti è un servizio e dunque deve essere pagato, anche da chi, e cito il caso di Lugano, non è residente ma ne beneficia. Dunque io immagino una tassa base ed equa, non sul sacco. E che non venga pagata dai giovani fino a 20 anni, per agevolare le famiglie”. AELLE
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