Cerca e trova immobili
Ticino
"Non vogliamo un'aggregazione coatta"
"Non vogliamo un'aggregazione coatta"
"Non vogliamo un'aggregazione coatta"
Redazione
11 anni fa
I 13 sindaci del sì alla Nuova Bellinzona, si distanziano dall'ATAC che chiede una nuova votazione

I sindaci dei tredici Comuni che il 18 ottobre scorso hanno approvato il Progetto di Aggregazione del Bellinzonese si sono riuniti a Giubiasco per definire le modalità di implementazione del nuovo Comune che vedrà la luce nel 2017.

Secondo la Confederenza dei 13 sindaci il risultato scaturito dalle urne è molto positivo, in quanto il nuovo comune presenterebbe un territorio compatto e coeso (e non a macchia di leopardo). Pure i dati finanziari, in base alle prime verifiche, confermano la solidità del nuovo ente e la coerenza con il progetto originale. Il gettito del nuovo comune, precisano i sindaci, supererebbe i 100 milioni di franchi, mentre i comuni non aderenti, ad eccezione di S.'Antonino, risultano largamente tributari del contributo di livellamento. La Conferenza fa inoltre notare che i principali progetti strategici o di valenza regionale indicati nello studio aggregativo, possono benissimo essere realizzati all'interno del comprensorio degli attuali 13 comuni.

La Conferenza chiede quindi alle compententi autorità cantonali, pur nel rispetto delle rispettive prerogative, di voler tener conto della volontà scaturita nei diversi Comuni, evitando il ricorso ad aggregazioni coatte. Allo stesso tempo si distanzia dalla presa di posizione dell'ATAC (Associazione Ticinese per l'Autonomia dei Comuni), la quale minaccia ricorsi ed esige il rifacimento della votazione. Secondo i 13 sindaci la posizione dell'associazione è "contradditoria, distante dalla realtà locale e soprattutto assai poco rispettosa dei principi democratici e della volontà molto chiara espressa dalla popolazione del Bellinzonese".

Per quanto riguarda l'organizzazione del progetto aggregativo, la Conferenza sottolinea che la Direzione politica sarà assicurata dal gremio dei 13 sindaci, assistiti dai rispettivi segretari comunali ed eventuali consulenti esterni. Accanto alla Direzione politica, che si riunirà a scadenze regolari per discutere l'avanzamento dei lavori, verrà inoltre costituito un gremio più ristretto con il compito di coordinare i lavori e preparare le riunioni della Direzione politica. Appositi gruppi di lavoro avranno invece il compito di analizzare i diversi segmenti di attività del nuovo Comune (organigramma, personale, informatica, logistica, gremi di rappresentanza, legislazione, ecc.) e proporre delle soluzioni per integrare le attuali 13 amministrazioni comunali.

A breve i 13 comuni solleciteranno un incontro con il Governo per definire le modalità di prosieguo dell'iter di attuazione del nuovo comune, che dovrà sfociare in un messaggio all'indirizzo del Gran Consiglio.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata