
L'iniziativa popolare federale "Sì alla protezione della sfera privata", che vuole iscrivere nella Costituzione federale la protezione delle relazioni finanziarie, ossia garantire il segreto bancario per i cittadini residenti in Svizzera, ha raccolto 117mila firme e quindi finirà in votazione popolare. Il quotidiano italiano La Repubblica ha interpellato due dei promotori dell'iniziativa, la capogruppo del PLR a Berna Gabi Huber e l'ex consigliere nazionale, anche lui PLR, Fulvio Pelli.
"La protezione della sfera privata è un bene centrale in una società liberale" ha dichiarato Huber, secondo cui questa specificità svizzera è ora messa in discussione "su pressione di altri paesi che sono indebitati, con il supporto della sinistra".
Dal canto suo Pelli ha specificato che "non si tratta di una retromarcia rispetto ad ipotesi di integrazione nel sistema dello scambio di informazioni fiscali europeo".
C'è però chi all'interno del comitato promotore ha affermato che, di qui al voto previsto non prima di due anni, gli scambi automatici d'informazione con altri stati verranno bloccati.
Una tesi che sostiene anche Pelli, ma solo se questi scambi "riguardano contribuenti svizzeri o residenti in svizzera e il destinatario delle relative informazioni è il fisco svizzero".
E sulle pressioni fiscali di paesi indebitati, sollevati da Huber, l'ex consigliere nazionale PLR risponde: "Noi abbiamo il nostro modello che funziona, quindi non vogliamo importare quei modelli esteri che, a mio avviso, provocano solo evasione fiscale invece della collaborazione tra fisco e cittadino".
Per quanto riguarda invece i rischi di un ulteriore slittamento dell'accordo fiscale con l'Italia? "Direi di no" risponde Pelli, "anche se l'impressione è che non si arriverà ad alcun accordo per parecchio tempo".
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