
“È giusto aderire a tutte le sanzioni, come Svizzera non vogliamo finanziare questa guerra”. Sono le parole della consigliera federale Simonetta Sommaruga, ieri in visita in Ticino ospite al terzo Forum dell’Innovazione della Svizzera italiana, organizzato dalla Supsi al Palacongressi a Lugano. Nel suo intervento, la responsabile del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni ha sottolineato la necessità di ridurre la dipendenza energetica dall’estero investendo di riflesso maggiormente sulla produzione indigena, in particolare nell’idroelettrico, nell’eolico e nel fotovoltaico. I colleghi di Teleticino hanno incontrato Simonetta Sommaruga al nuovo centro polifunzionale di Pregassona per comprendere meglio quali conseguenze il conflitto in corso sta avendo sulle politiche energetiche del nostro paese.
Quali conseguenze ci sono?
“Purtroppo, questa guerra ci mostra la nostra dipendenza, siamo dipendenti del 100% dell’importazione del gas, dell’uranio e del petrolio. E questo è un rischio. È importante ridurre la dipendenza e investire più sulle nostre energie: abbiamo il potenziale di avere più energia idroelettrica o solare. Ci sono soldi, c’è la tecnologia e la popolazione vuole andare avanti”.
Che effetti stanno avendo le sanzioni dell’Unione europea?
“È importante che la Svizzera lo faccia perché facciamo parte dell’Europa e facciamo parte della comunità dei valori quali diritti umani e democrazia. Le sanzioni vanno fatte perché non possiamo stare a guardare. Non siamo così dipendenti dal gas russo, ma penso che non vogliamo fare parte del finanziamento di questa guerra e abbiamo delle possibilità di trovare il gas anche da altre parti”.
Aderirete anche all’ultimo pacchetto di sanzioni?
“In principio prenderemo tutte le sanzioni dell’Unione europea, compreso l’ultimo pacchetto”.
Non è come vendere la neutralità?
“Non è una questione della neutralità ma bisogna anche avere un ruolo. Il ruolo della Svizzera non può essere quello di stare fuori e guardare quello che succede. Vogliamo che questa guerra si fermi il più presto possibile”.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

