
Il Cantone chiede collaborazione alla Città di Lugano. Il Consiglio di Stato ha preso posizione ufficialmente in serata sul caso degli asilanti ospitati nel Garni San Carlo in via Nassa. Il Governo precisa di essersi "occupato di questo tema già nella seduta di ieri nell’intento di trovare eventualmente soluzioni alternative". E che "spera nella collaborazione fattiva del comune di Lugano per individuare sistemazioni che tranquillizzino maggiormente le autorità e la cittadinanza di Lugano"."Nel Garni San Carlo di via Nassa a Lugano - si prosegue la nota del Consiglio di Stato - sin dal mese di novembre soggiornano alcuni richiedenti l’asilo, principalmente donne e alcuni bambini. Questa pensione è particolarmente modesta (i bagni sono nei corridoi) e il costo molto contenuto: 45 franchi al giorno per il pernottamento e la prima colazione. Ricordiamo che la Confederazione rimborsa ai Cantoni circa 55 franchi al giorno per ogni richiedente l’asilo che gli è attribuito con l’obbligo di fornire alloggio, sussistenza e accompagnamento sociale. Lugano è il maggiore comune del Ticino, con oltre 50'000 abitanti, e sul suo territorio non vi sono centri collettivi per richiedenti l’asilo, ma solo appartamenti occupati da persone ammesse provvisoriamente e da richiedenti in procedura. In questo momento, inoltre, vi sono 4 pensioni che offrono in tutto una cinquantina di posti ai richiedenti. Il Consiglio di Stato condivide le preoccupazioni della città per le attività illecite che vi si svolgono, anche ad opera di alcune persone giunte in Svizzera come richiedenti l’asilo ma che, come dai rapporti di polizia, non risiedono in città, né tantomeno nelle pensioni". Ma "la politica dell’asilo - ricorda infine il Governo - è di competenza federale ed è retta dalla Legge sull’asilo. L’esecuzione della legge, compete al Consiglio federale che emana le disposizioni d’esecuzione". "Io penso che la strada giusta - ci dichiara Patrizia Pesenti - sia quella di affrontare tutti assieme questo problema". "Giudici - aggiunge - non vedo come possa mettere in atto ultimatum di questo tipo". E Giorgio Giudici in serata, dai microfoni della RSI, ha replicato che in materia di asilanti la città vuole essere coinvolta nelle decisioni cantonali.
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