
Sessismo pt.1 - Negli scorsi giorni la televisione italiana ha pubblicato degli spot, "brandizzati" da alcune importanti aziende, dove si sensibilizzava sul modo di informare e, soprattutto, sul modo di titolare le notizie che raccontano episodi di violenza contro le donne. Proprio qualche giorno prima avevo avuto simili discussioni, con opinioni magari non totalmente convergenti ma sicuramente costruttive, con Giulia Petralli, promettente esponente dei Verdi, e la mia collega Martina Minoletti.
Credo che a volte certe titolazioni siano necessarie nella narrazione complessiva di un caso di violenza, ovviamente senza scadere nel sensazionalismo, ma è sicuramente un bene che ci sia chi ha posto l'attenzione sul tema. Sicuramente avrò più considerazione verso queste sensibilità la prossima volta che dovrò affrontare la cronaca di determinati episodi. Nella speranza che non avvengano.
E sono contento che a farmi riflettere su questo argomento siano state due giovani: la dimostrazione che non è vero che le nuove leve sono superficiali. Basta solo aver l'umiltà di saperle ascoltare, accettando il fatto che anche loro possono insegnarci qualcosa.
Sessismo pt.2 - La scorsa settimana la Lega ha attaccato Karin Valenzano Rossi su un presunto conflitto d'interesse sull'aeroporto di Lugano. Nella sua replica, la capogruppo Plr sostiene che "se chi osa formulare un pensiero critico è una donna .... apriti cielo”. Qualche giorno dopo, l'Udc critica Cristina Zanini Barzaghi per aver cercato di raccogliere firme durante un evento pubblico. Con il PS luganese che difende la Municipale parlando di attacchi maschilisti: "Non sia mai che la municipale donna e socialista di Lugano possa esporre pubblicamente idee ambientaliste o visioni culturali alternative ad un Municipio di centrodestra".
Non mi importa quale sia il partito che attacca e quello che invece si sente attaccato. Qui la partitocrazia non c'entra nulla. Semplicemente, l'argomento è serio e non lo si può trattare con superficialità. Per questo la classe politica ha il dovere di evitare di buttarla in caciara, sbraitando al sessismo ogni volta che un'esponente di un partito viene attaccata politicamente. Quando gli attacchi sono fatti veramente a causa della diversità di genere è sacrosanto denunciare certi atteggiamenti e condannare chi proprio non ha altre argomentazioni. Ma negli altri casi si sfiora il ridicolo.
I politici, soprattutto quelli che hanno a cuore la causa e non cercano un facile consenso elettorale, evitino di strumentalizzare determinati episodi e dimostrino una reale sensibilità verso un problema che non è stato ancora superato e che, con questo atteggiamento, non fanno altro che inasprire.
Mattia Sacchi
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