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Prezzi
"Non un centesimo in meno", i produttori di latte serrano i ranghi
© CdT/Chiara Zocchetti e Ticinonews
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Redazione
3 anni fa
A fronte di un mercato che spinge i prezzi del latte al ribasso, Omar Pedrini (Unione contadini ticinesi) ribadisce: "Non possiamo abbassarli, sono già al limite".

Non abbassare i prezzi del latte: è questo l'appello dell’Unione svizzera dei contadini e della Federazione dei produttori svizzeri di latte a fronte di un mercato che spinge il prezzo al ribasso. I fattori che determinano i costi del prodotto, sempre secondo le associazioni, non giustificano una diminuzione. "Anzitutto usciamo da un anno di siccità", precisa Omar Pedrini, presidente dell'Unione contadini ticinesi, ai nostri microfoni. "La carenza di foraggio si è così dovuta tradurre in acquisto di foraggio da parte delle aziende. Inoltre, i prezzi dei mangimi per gli animali hanno visto un aumento". A essere cresciuti, ricorda però il nostro interlocutore, sono tutti i costi di produzione, per esempio l'energia: "Pensiamo al diesel o alla corrente elettrica". Per Pedrini non ci sono alternative: "Anche a noi deve essere riconosciuto questo aumento dei costi. Non possiamo abbassare i prezzi di vendita del latte, che già sono al limite del sopportabile".

La produzione è pari al consumo

Le difficoltà del settore vengono attenuate da un’annata, quella scorsa, che ha visto un aumento dell’1,2% per quel che riguarda la produzione di latte in Svizzera. Sul lungo periodo, tuttavia, la produzione lattiera deve fare fronte a un costante calo. "E lo è da decenni. Ci sono sempre meno aziende produttrici e oggi c'è un equilibrio fra produzione e consumo. Di fronte a questa situazione, abbassare il prezzo del latte non è assolutamente giustificato".

Difficoltà ticinesi

Anche il 2023 lascia presagire un bilancio in chiaroscuro per la produzione di latte. "Quest'anno, almeno in Ticino, c'è stato un ottimo raccolto di fieno sul piano della quantità, meno però su quello della qualità, a causa del tempo instabile che ha portato a ritardare il taglio. Dovremo integrare mangimi e foraggi proteici per garantire la qualità del latte voluta anche da chi chiede una riduzione dei prezzi". A differenza del resto della Svizzera, il nostro cantone deve fare fronte a una morfologia non del tutto congeniale per il trasporto del prodotto. "Siamo un piccolo cantone con pochi produttori, sparsi sul territorio. Questo rende più difficile la raccolta del latte e crea alcuni grattacapi nella composizione del prezzo da chi gestisce il mercato. Per la qualità non siamo però secondi a nessuno".

Un settore intero

Secondo Pedrini, salvaguardare i produttori di latte garantisce un equilibrio nell'intero settore economico agricolo. "Siamo fondamentali per esempio per i produttori di cereali: tutto il loro scarto viene valorizzato tramite il settore lattiero. Se rompiamo questo ingranaggio, rompiamo una filiera intera".