
L’imprenditoria è ancora sana in Ticino? Attorno a questa domanda è ruotata la prima parte della trasmissione di Piazza del Corriere, moderata da Gianni Righinetti andata in onda questa sera su Tele Ticino.
"C’è ancora una categoria imprenditoriale sana e virtuosa, ma siamo a contatto con gente che ce ne racconta di tutti i colori” ha sottolineato il sindacalista Paolo Locatelli. “Alcuni settori, anche quello terziario, si stanno imbastardendo e vanno a intaccare la forza, l’etica e l’imprenditoria sana del Ticino”.
Secondo il deputato MPS Matteo Pronzini tale situazione è dovuta agli accordi bilaterali e la conseguente liberalizzazione del mercato. Ma ha invitato a non banalizzare il problema alla semplice importazione di “metodi” dalla vicina penisola, rispondendo in particolare al deputato PLR Paolo Pagnamenta, secondo cui tanti imprenditori, “presumibilmente non locali”, riescono ad aggirare le leggi: “È sbagliato e contradditorio gettare la colpa sugli altri” ha ribadito Pronzini. “Ci sono tanti imprenditori ticinesi che hanno creato buchi enormi alle nostre assicurazioni”.
Il direttore della Camera di Commercio Luca Albertoni ha difeso la sua categoria: “Ci sono degli abusi sì” ha ammesso, “ma è sbagliato generalizzare. È scorretto dire che l’imprenditoria si basa su una banda di furfanti”.
Tutti e quattro gli ospiti hanno ribadito che aumentare i controlli potrebbe essere una via, ma non risolve il problema. “Il problema sono gli strumenti” ha sottolineato Locatelli: “Ci sono datori di lavoro che fabbricano buste paga false, taroccando le ore. Oppure versano sul conto bancario del dipendente 4000 franchi, ma il giorno dopo esigono la restituzione di 1500 franchi. Individuano sistemi raffinati per fregare il lavoratore. In questo caso anche più controlli non fanno emergere il caso”.
Per Albertoni è importante recuperare il dialogo con il partenariato sociale, anche se questo comporta di andare “a letto con il nemico”. Pronzini invece predilige gli strumenti politici, ricordando che nel 2011 l’MPS aveva depositato un’iniziativa per lottare contro il dumping salariale e aumentare gli ispettori del lavoro. Un’iniziativa che però “è ancora nel cassetto grazie agli altri partiti politici”. Per Pagnamenta invece è importante responsabilizzare il committente ed essere più incisivi quando qualcuno sgarra.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

