
Si è aperto questa mattina davanti alla Corte d'Appello e revisione penale (CARP), presieduta dalla giudice Giovanna Roggero-Will, il processo d’appello a carico del 58enne ticinese che il 2 marzo 2017 diede fuoco allo stabile in via Franzoni a Locarno dove viveva con la compagna/coinquilina dopo la notifica dello sfratto e, soprattutto, la lunga serie di litigi con gli altri inquilini, che a suo dire non avrebbero rispettato le regole del palazzo e lo avrebbero disturbato con rumori molesti (vedi articoli suggeriti).
Come già accaduto per il processo di primo grado, l'uomo non si è presentato nemmeno questa volta. Come ricorderete, lo scorso 11 aprile era stato condannato a 7 anni di carcere sospesi in favore di un trattamento stazionario in una struttura chiusa e 500 franchi per tentato assassinio plurimo, incendio intenzionale, infrazione alla legge federale sulle armi, rappresentazione di atti di cruda violenza e pornografia.
Nei suoi confronti la pp Chiara Borelli ha chiesto nove anni di detenzione sospesi per consentire un trattamento stazionario in una struttura chiusa. L'imputato, patrocinato dall'avvocato Deborah Gobbi, ha inviato alla Corte una corposa memoria scritta di una ventina di pagine e ha chiesto una riduzione della pena fino a un massimo di 4 anni senza trattamento stazionario. La sentenza è attesa per domani.
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