
Cosa succederà a Berna se la consigliere agli Stati Marina Carobbio dovesse essere eletta in Consiglio di Stato? La questione sta facendo parecchio discutere in questi giorni, a tratti anche indignare. Fino alle elezioni di aprile, ricordiamo, la “senatrice” ha annunciato che non ha nessuna intenzione di dimettersi. Lo ha ribadito anche durante una intervista rilasciata a Ticinonews. “Se io dessi le dimissioni ora dal Consiglio degli Stati, il seggio rimarrebbe vacante almeno per una sessione e si dovrebbe discutere sul fatto di fare delle elezioni suppletive. Inoltre mi sto occupando di temi molto importanti anche per il Ticino, come per esempio la riforma del secondo pilastro delle pensioni, un tema centrale per i futuri pensionati”.
Le si potrebbe però rimproverare di optare per questa scelta per tenersi aperte entrambe le opzioni qualora non fosse eletta. Insomma per non perdere la poltrona…
“Chi mi conosce sa che se mi impegno per qualcosa è perché credo in quello che faccio. Credo molto nel progetto socialista-verdi, quindi coniugare la questione sociale e ambientale. Non posso dire che sarò eletta in Consiglio di Stato, sarebbe arrogante da parte mia dare adesso le dimissioni dando per scontato che sarò eletta. Se non dovessi venire eletta, con il mio partito faremo le valutazioni del caso. Dire che voglio mantenere il piede in due scarpe lo si dirà…toccherà poi agli elettori vedere se mi vogliono dare fiducia eleggendomi in Consiglio di Stato o no”.
In questa scelta c’era il timore di non essere rieletta alla prossima tornata agli Stati?
“Penso di avere lavorato molto in questi tre anni al Consiglio degli Stati. Ho portato avanti dei progetti, alcuni anche con successo. C'è sempre un timore di fronte a una votazione, ma penso che avrei comunque delle buone carte per essere rieletta al Consiglio degli Stati. Ho fatto la scelta di candidarmi al Consiglio di Stato proprio perché c'è questo progetto che coniuga la questione sociale con quella ambientale, un progetto nuovo di una lista unitaria in cui io credo molto”.
Scenari in caso di selezione: ha un'opinione in merito su quello che si potrebbe fare?
“Non penso che tocchi a me prendere posizione su quello che si deve fare, i partiti ne stanno parlando e il Consiglio di Stato deve poi dire cosa intende fare. L'opzione vacante per due sessioni non sarebbe irrispettosa nei confronti degli elettori? Ci sono state diverse situazioni anche in passato, Cantoni che per ragioni diverse hanno avuto una o due sessioni dei seggi vacanti. È una democrazia molto fragile quella dove ci si basa sulla presenza di una persona. Il Consiglio degli Stati continuerà a funzionare. Per quanto riguarda il lavoro commissionale, che è molto importante, c'è la possibilità delle sostituzioni - cosa che faremo per l'attuale seggio vacante del Canton San Gallo”.

