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Ticino
"Non strumentalizziamo il trasferimento di Pioneer"
"Non strumentalizziamo il trasferimento di Pioneer"
"Non strumentalizziamo il trasferimento di Pioneer"
Redazione
9 anni fa
Il PS disapprova la propaganda sulla delocalizzazione dell'azienda: "A Ginevra il tasso d'imposizione è del 24%"

"Il trasferimento della DuPont-Pioneer da Manno e la conseguente perdita di 37 posti di lavoro non va strumentalizzata per fare credere che a Ginevra il tasso d’imposizione delle imprese sia più basso rispetto al Ticino". Così il partito socialista replica alla presa di posizione del mondo dell'economia ticinese, in particolare a quanto dichiarato dal vice-direttore della Camera di Commercio Marco Passalia e al presidente di AITI Fabio Regazzi. Passalia, ricordiamo, aveva parlato di un'aliquota attorno al 13% a Ginevra e la necessità del Ticino di abbassare l'aliquota per restare attrattivo, mentre Regazzi aveva sollecitato il mondo sindacale e il loro referendum sulla riforma fiscale, con la quale si intende "rendere più competivo il Cantone" (vedi articoli suggeriti). 

Tramite un comunicato stampa, il PS sottolinea di disapprovare "questa propaganda politica", ricordando che le autorità ginevrine, contrariamente al Ticino, hanno deciso di attendere il progetto di riforma fiscale della Confederazione prima di introdurre una riforma fiscale cantonale. 

"Il tasso d’imposizione delle imprese a Ginevra è del 24,2%, ben superiore all’imposizione delle imprese nel nostro Cantone" sottolinea il PS . "Affermare che sia del 13% non corrisponde al vero ed è una disinformazione strumentale. Contrariamente al Ticino, con il netto rifiuto della Riforma III delle imprese espresso dal popolo svizzero nel febbraio dell’anno scorso, le autorità ginevrine hanno deciso di adattare la riforma fiscale cantonale, che verrà introdotta al più presto nel 2020, al progetto fiscale 17 della Confederazione. Le autorità ginevrine hanno infatti calcolato che un’introduzione anticipata a livello cantonale non sarebbe sostenibile poiché costerebbe ben 800 milioni!"

Il partito evidenzia inoltre che le discussioni sono attualmente in atto a Ginevra: "Non è affatto sicuro che una riduzione netta dell’imposizione delle imprese possa trovare una maggioranza in seno al Parlamento e soprattutto che i ginevrini, che saranno chiamati sicuramente al voto, accetteranno il progetto di sgravi del Governo. Non è quindi accettabile che vengano date false informazioni ai Ticinesi con l’unico scopo di fare propaganda in favore degli sgravi fiscali proposti alle persone molto facoltose e alle grandi aziende in vista del voto del 29 aprile su questo oggetto".

"Il trasferimento della DuPont-Pinieer a Ginevra" puntualizza ancora il PS, "risponde a un disegno strategico, certamente criticabile, di chiusura di più sedi europee e di concentrazione delle attività nel quartiere generale di Ginevra, centro nevralgico mondiale per quanto riguarda le materie prime, in seguito alla fusione di DuPont con la multinazionale Dow. Anche la sede svizzera di Dow è stata spostata dal Canton Zurigo, dove conta 700 posti di lavoro, a Ginevra. In questo senso la concentrazione della ricchezza attraverso le fusioni di grandi aziende, la chiusura delle sedi, i licenziamenti al fine di privilegiare gli azionisti e i dividendi è un fenomeno preoccupante che va osservato con attenzione e che richiede il nostro impegno".

Il PS conclude ricordando che l'imposizione equa dei dividendi è proprio una questione centrale del progetto fiscale 17 poiché "un’imposizione troppo bassa degli stessi induce l’aumento dei dividendi versati, spesso in sostituzione dei salari, che causano tra l’altro delle perdite enormi per la previdenza vecchiaia in Svizzera".

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