
“Non abbiamo costretto nessuno a firmare niente” specificano dalla Deltacarb, l’azienda presso la quale questo pomeriggio il sindacato OCST si è recato per protestare contro la riduzione dei salari del 15%.
Un provvedimento preso dopo l’abolizione della soglia minima del cambio franco/euro, ci spiega l’amministratrice e responsabile dell’azienda Chantal Romagnoli. “Non stiamo giocando, stiamo cercando di far sopravvivere l’azienda che si è vista ridurre del 20% la cifra d’affari in seguito alla decisione della BNS. Siamo un’azienda esportatrice e nel giro di un paio di giorni abbiamo perso competitività. Numerosi clienti hanno chiesto importanti diminuzioni di prezzi e abbiamo cercato di trovare delle soluzioni per fronteggiare il momento di difficoltà".
“Abbiamo parlato con i nostri dipendenti”, continua Romagnoli, “ma non abbiamo costretto nessuno a firmare niente. Si tratta di una situazione temporanea e pur di salvaguardare i 29 posti di lavoro abbiamo deciso di abbassare il salario, piuttosto che ricorrere a dei licenziamenti”.
Per quanto riguarda il licenziamento denunciato dall’OCST, Romagnoli spiega che si è trattato di una scelta dello stesso dipendente. “Lo ha chiesto lui stesso, probabilmente perché aveva una valida alternativa, e di comune accordo abbiamo disdetto il contratto”.
E sull’incontro urgente richiesto dal sindacato settimana scorsa Romagnoli replica che si voleva capire prima come muoversi per prendere una decisione. “Volevamo attendere la riunione indetta da AITI per sapere come consigliano di agire in questa situazione, e poi avremmo contattato il sindacato”.
Abbiamo delle responsabilità verso i nostri dipendenti, conclude Romagnoli, e faremo di tutto per evitare la chiusura dell’azienda e licenziamenti. “Elaborare un piano a lungo termine è molto difficile ma contiamo sulla comprensione di tutti per continuare l’attività nel modo più sereno possibile”.
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