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Ticino
"Non sono un provocatore"
Redazione
12 anni fa
Carlo Chatrian, direttore artistico del Festival del film di Locarno, torna a parlare della presenza di Polanski e le polemiche che sono nate sul caso

Si apre quest'oggi la 67esima edizione del Festival del Film di Locarno. Nella loro edizione odierna Il Corriere del Ticino e La Regione dedicano un'ampia pagina al direttore artistico Carlo Chatrian, arrivato al suo secondo anno a dirigere la kermesse cinematografica. Tra programmi, novità, e prospettive, il direttore è ritornato anche a parlare della scelta di ospitare il regista Roman Polanski e delle polemiche che sono sorte sul caso. 

"Ero consapevole del fatto che la presenza di Polanski potesse suscitare dei dibattiti, e magari urtare qualche coscienza" ha raccontato alla Regione. "Però al tempo stesso devo dire che, dal mio punto di vista, sono anche abbastanza sorpreso, perché stiamo parlando di uno dei più grandi registi al mondo. Sono convinto che qualunque direttore sarebbe orgoglioso di averlo nel proprio Festival per tenere una lezione di cinema". 

Non c'è stata nessuna esitazione quando Chatrian ha avuto la possibilità di invitarlo al Festival, ha spiegato al Corriere. Non perché volesse provocare o urticare le coscienze, ma perché, quale grande regista del cinema moderno e testimone degli ultimi 40 anni di storia, il direttore ritiene che Polanski abbia molto da raccontare al pubblico di Locarno e ai cinefili. "Non faremo un omaggio a Polanski, non faremo vedere i suoi film, ma andremo a fare una lezione di cinema insieme a lui" ha specificato. "Poi, inevitabimente la sua persona suscita reazioni contrastanti: uno può essere ammirato dal suo percorso, che non è solo legato a quel tragico, gravissimo accadimento, ma è un percorso molto più sfacettato, che fa riferimento anche all'esperienza dell'Olocausto". "Ognuno lo può valutare come vuole" conclude Chatrian, "io lo invito come regista di cinema, non voglio negare la persona, voglio però porre l'accento sui film che ha fatto e anche lui penso che venga a Locarno per questo". 

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