
Non ha assolutamente intenzione di lasciare la Svizzera, il 41enne cittadino italiano che tra il 2012 e il 2013 progettò una rapina non realizzata e ne mise a segno un'altra alla stazione di servizio Eni di Bellinzona, venendo poi condannato a 22 mesi sospesi con la condizionale.
In luglio il Tribunale amministrativo federale aveva respinto il suo ricorso contro l'espulsione dalla Svizzera per un periodo di 10 anni (decisa dalla Segreteria di Stato della migrazione) ma, come riporta oggi il Corriere del Ticino, il rapinatore ha ora impugnato la sentenza ricorrendo al Tribunale federale.
Le autorità lo avevano considerato "un pericolo grave ed attuale per la sicurezza svizzera", visti anche altri suoi precedenti. Ma il 41enne, difeso dall'avvocato Fulvio Pezzati, ritiene al contrario di non costituire alcun pericolo e di essersi lasciato alle spalle il passato burrascoso. Chiede insomma un'ultima possibilità di restare in Ticino, dove vorrebbe convolare a nozze con una cittadina svizzera.
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