
I quattro cittadini eritrei non hanno mai lavorato come lavapiatti e giardinieri all'interno del "Grott Del Magnan" a Bogno. Alessandro Comini è categorico. Il vicepresidente dell'Unione Giovani Ticinesi, associazione che ha in gestione il locale della Val Colla smentisce le voci di aver impiegato personale senza autorizzazione e senza stipendio.
"Queste quattro persone, si trovano in Ticino da circa 10 anni. L'associazione - che ha l’obiettivo di formare e riqualificare le fasce deboli del Canton Ticino - si sta impegnando per inserirli nel mondo del lavoro. Sono stati impiegati per una piccola ristrutturazione del grotto alcuni mesi fa, ma non hanno mai lavorato all'interno del grotto, quando il locale era aperto alla clientela.
"Per loro erano in programma due progetti agricoli di natura sociale" spiega Comini. Il primo inerente la pulizia e la riqualifica dei sentieri a Certara, e se nel caso fossero stati trovati idonei, sarebbero stati inseriti a stipendio in un secondo progetto che prevedeva la produzione di luppolo ed erbe mediche.
Il programma però non è proseguito per un problema dovuto a una comunicazione errata di un nostro collaboratore con la Divisione azione sociale, continua Comini. Per colpa di questo problema, l'associazione ha dovuto cambiare i propri programmi, afferma il presidente dell'UGT, e i collaboratori dell'associazione hanno portato avanti il progetto volontariamente, sotto un un'altra forma.
CF
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

