Cerca e trova immobili
Ticino
"Non solo rimborsi telefonici..."
"Non solo rimborsi telefonici..."
"Non solo rimborsi telefonici..."
Redazione
8 anni fa
L'MPS sulla decisione dei ministri di rinunciare al rimborso: "Un'ammissione indiretta della bontà delle denunce di Pronzini"

Il Movimento per il socialismo (MPS) comunica di aver preso atto della decisione del Consiglio di Stato di rinunciare al rimborso per spese telefoniche di 300 franchi, seguendo così l’esempio di Manuele Bertoli. Una decisione che secondo il movimento" è di fatto un’ammissione indiretta della bontà delle denunce presentate da Matteo Pronzini e anche della legittimità di informare il Procuratore Generale di quanto stava succedendo da mesi". Il movimento auspica ora che i quattro ministri ritirino la querela inoltrata contro Pronzini, una aspetto "ridicolo che disonora coloro che l'hanno inoltrata". Secondo l'MPS "costoro non si rendono conto di come il paese stia ridendo di loro". 

Il movimento sottolinea al contempo che rimane aperta la discussione sulla restituzione di questi rimborsi "percepiti senza alcuna base legale" e attende quindi con interesse la discussione in Gran Consiglio sulla richiesta di restituzione. Inoltre, osserva l'MPS, i rimborsi non riguardano solo la telefonia: "La perizia del consulente giuridico del Gran Consiglio ricorda infatti che la carenza di base legale si è manifestata anche per i due mesi di “premio” che ogni Consigliere di Stato riceve dopo aver lasciato la carica e per il “dono” del valore di 10'000 franchi, anche questo concesso a chi lascia la carica. In totale una somma di circa 30'000 franchi".

Vengono poi ricordate tutta un’altra serie di questioni aperte e irrisolte, sempre relative alla remunerazione e alle previdenze del Consiglio di Stato, che hanno una valenza "politica e materiale ben più pesante dei rimborsi sui quali si è finora concentrata l’attenzione. Ricordiamo infatti che vi è pendente, sempre davanti al Gran Consiglio, una seconda richiesta di restituzione che riguarda il trattamento di fine rapporto dei consiglieri di Stato" si legge nella nota del movimento.

L'MPS segnala infine di aver ricevuto una risposta da parte del Consiglio di amministrazione dell'Istituto di Previdenza del Cantone Ticino (IPCT) in merito al versamento della rendita transitoria AVS (la rendita ponte) che i consiglieri di Stato ricevono una volta terminato il loro mandato, sul quale il coordinatore Giuseppe Servi ha chiesto maggiori lumi sui metodi di calcolo. L'IPCT conferma che a regolarne l'applicazione non è l'IPCT: "Le decisioni relative ai membri del governo (e quindi anche il supplemento oggetto del suo scritto) non sono di competenza dell’IPCT, ma del Consiglio di Stato stesso” si legge nella risposta. "Una risposta" sottolinea l'MPS, "che ci conferma, indirettamente, che le pensioni del Consiglio di Stato nulla hanno a che vedere con le regolamentazioni della cassa pensione dei dipendenti del Cantone alla quale i Consiglieri di Stato, d’altronde non appartengono".

Una situazione "sicuramente anomala", che l'MPS affronterà nelle prossime settimane.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata