
Dal primo marzo, oltre ai negozi, hanno riaperto anche musei e aree comuni delle biblioteche, come quelle della Filanda di Mendrisio, dove si è recata Teleticino. Diverse le persone accorse per approfittare delle superfici comuni, dagli studenti, ai bambini, ai pensionati, ma si è ancora ben lontani dall’operare a pieno regime. Infatti, nonostante la possibilità di incontrarsi e fare finalmente quattro chiacchere, le attività, fiore all’occhiello del centro, non potranno ripartire almeno per un po’: “Da marzo 2020 soffriamo particolarmente perché la nostra prima vocazione è il contatto umano, e questo ci è giustamente vietato da quasi un anno”, spiega Agnès Pierret, responsabile della Filanda.
Molte infatti le attività che non hanno potuto aver luogo a causa del coronavirus: “In tempi normali”, continua Pierret, “a inizio mese avremmo avuto qui la Croce Rossa a controllare pressione e glicemia, con il gruppo di cucito a inventare una nuova decorazione o un nuovo oggetto, con corsi di improvvisazione teatrale in inglese, gruppi di lettura... abbiamo veramente attività in ogni ambito, per tutte le generazioni”. Attività difficili da replicare in via telematiche: “Non abbiamo neanche provato a farle a distanza perché riteniamo che la chiave della Filanda sia proprio il contatto interpersonale”.
Guarda il servizio di Teleticino, trasmesso il primo marzo:
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