
Furti e vandalismi, sì, ma non solo. Quante cose succedono nelle capanne ticinesi... Dopo lo sfogo di ieri del Patriziato di Sementina, che ha denunciato l'ennesima visita indesiderata subita dalla capanna Mognone, di sua proprietà, oggi La Regione riporta i racconti di altri proprietari di capanne della zona già visitate da persone con strane intenzioni.
Non solo di appropriazione indebita. Il presidente del Patriziato di Preonzo, Marco Genazzi, ricorda come una delle capanne di proprietà del suo ente, quella all'alpe Gariss, sia stata per diverse estati "meta di un gruppo di svizzeri tedeschi, di origini turche, che monopolizzavano il luogo. Chi si avvicinava, anche lo stesso custode, capiva subito che non era aria. E in più giravano nudi..."
Visto che la compagnia di nudisti un paio di volte non ha saldato il conto, il Patriziato ha contattato la compagnia di elicotteri che li accompagnava in quota, affinché venisse informato del loro arrivo. Detto fatto, i nudisti sono stati sensibilizzati dai patrizi. "Forse ci siamo riusciti, perché la passata estate non si sono visti."
Anche l'alpe di Orino, di proprietà del Patriziato di Gudo, ha già ricevuto visite da persone quantomeno originali. "Come quando è stato trovato un proclama a favore della natura incontaminata, scritto in tedesco da mano ignota" spiega il presidente Claudio Verzasconi. "La stessa che, allineandosi alla mente, si è portata via una motosega."
Verzasconi cita poi il caso dell'escursionista italiano che, per penetrare nella capanna, aveva scassinato una persiana e una finestra. Una volta sceso a valle, ha segnalato l'effrazione al Patriziato invitandolo a spedirgli il conto, che ha poi regolarmente pagato.
Sui monti di Carasso, la scorsa estate, diversi stabili sono stati visitati dai ladri, che si sono portati via pure le targhe dei veicoli. Altrimenti, soprattutto nelle capanne più discoste che necessitano di lunghe camminate per essere raggiunte, la situazione del crimine sui monti ticinesi è comunque piuttosto tranquilla. Diversi proprietari di capanne non lamentano furti, nemmeno andando indietro con la memoria nel tempo. Di ladri camminatori, evidentemente, ce ne sono pochi.
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