
Assume contorni inquietanti la vicenda della decina di militi ticinesi che erano impegnati a supporto del Forum economico mondiale di Davos ma che sono stati rispediti a casa dopo essere risultati positivi a un controllo anti-droga, vicenda portata alla luce mercoledì da TeleTicino (vedi articolo suggerito).
Ebbene, secondo quanto scrive oggi il Corriere del Ticino, i soldati in questione sono 12 e non 10 e soprattutto non avevano fatto uso solamente di marijuana. Cinque di loro sono infatti risultati postivi pure al test sul consumo di cocaina, sostanza di cui in seguito sono stati sequestrati tre grammi a un milite ticinese.
E non finisce qui. Martedì sera all'interno del battaglione ticinese è successo un episodio molto preoccupante. Un soldato che imbracciava un Fass 90 ha sparato un colpo, non a salve, bensì un vero proiettile. Accanto al soldato si trovava un commilitone, che fortunatamente non è stato colpito ma che ha riportato problemi all'udito. L'uomo è stato ricoverato in stato di shock e solo in un secondo tempo si saprà se ha subito o meno danni permanenti all'udito.
I 12 soldati rispediti in Ticino saranno ora sottoposti ad un'inchiesta disciplinare, mentre colui che è stato trovato in possesso di cocaina dovrà vedersela con la giustizia ordinaria.
Occorre in ogni caso sottolineare che i soldati in questione sono solo una piccola minoranza: attualmente i militi ticinesi a Davos sono infatti tra 600 e 700.
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