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Ticino
"Non siamo stati interpellati"
Redazione
12 anni fa
I comuni ticinesi prendono atto con disappunto delle modalità con cui si è decisa l'attuazione della tassa sul sacco cantonale

Dopo le singole polemiche giunte al Consigliere di Stato Zali da parte di alcuni comuni come Giubiasco e Biasca, l'Associazione dei Comuni Ticinesi ha rilasciato oggi un comunicato stampa che esprime il condiviso rammarico.

L'Associazione non intende contestare a priori la tassa in sé, ma piuttosto le modalità con cui si è preparato il controprogetto e come lo si è reso noto. La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni andrebbe utilizzata proprio per affrontare la discussione di tali questioni e l'ACT ha quindi trovato demotivante il suo mancato utilizzo. "Si fatica a capire - ribadiscono - come per un tema che riguardi essenzialmente i Comuni, gli stessi non siano stati coinvolti in modo diretto, non fosse che per il fatto che così come proposto [il progetto ndr] implica una non lieve modifica di tutti i Regolamenti comunali che già prevedono la tassa sul sacco oltre che naturalmente la stesura di uno nuovo per gli altri Comuni. Addirittura Comuni che in queste ultime settimane hanno ricevuto ilnulla osta dal Dipartimento del Territorio per modifiche importanti al loro Regolamento di raccolta rifiuti si trovano ora con un Regolamento superato prima di essere applicato!". Per i Comuni questa vicenda non contribuirà di certo all'instaurazione di un clima di fiducia nelle relazioni tra i Municipi e il Cantone.

Non mancano però anche le critiche in merito ai contenuti: "Non si comprende perché non si tenga conto degli elementi legati alla frequenza dell’uso del servizio per il calcolo del prezzo del sacco; considerando i costi di raccolta, di distribuzione dei sacchi ecc. come costi fissi in pratica si opera una disparità di trattamento verso chi di fatto il servizio lo usa poco (o perché rigoroso nella separazione dei rifiuti o perché proprietario di una casa di vacanza) ma dovrà comunque assumersi il pagamento di una tassa base alta. La decantata autonomia dei Comuni si ridurrà alla necessità di aumentare in modo importante, e sicuramente incomprensibile per i cittadini, la tassa base per nulla correlata alla causalità. Oltretutto nel calcolo dei costi ACR, alla base della citata forchetta, vi è già una certa disparità di trattamento tra i Comuni che devono sobbarcarsi direttamente e completamente i costi di trasporto sino all’ ACR e quelli che invece lo devono solo in parte."

In conclusione l'ACT esprime quindi "delusione e contrarietà per come il controprogetto è stato ideato" e chiederà al Gran Consiglio delle modifiche che scombussolino meno i Regolamenti comunali.

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