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Ticino
«Non siamo il partito della Chiesa cattolica»
Andrea Ramani
6 anni fa
Il presidente del PPD Gerhard Pfister era oggi in Ticino per presentare il nuovo nome del partito: «Dobbiamo fare un passo verso il centro».

Lo scorso settembre, la presidenza del PPD svizzero (CVPPDC) ha proposto di cambiare il nome del partito, dando maggiore spazio al concetto di centro, tant’è che in italiano si chiamerà «Alleanza del Centro». In queste settimane, il presidente Gerhard Pfister sta girando la Svizzera per presentare motivazioni e obiettivi della proposta, proprio oggi i colleghi di TeleTicino lo hanno incontrato a Genestrerio.

Cosa vuole essere l’Alleanza del Centro?

«È una proposta per cambiare il nome del partito nazionale, per il PPD in Ticino non cambia molto, ma si tratta di una strategia di apertura negli altri cantoni dove il partito deve avanzare».

In Parlamento c’è già un gruppo del centro, questo cambio del nome vorrebbe dire aprirsi ad altri partiti?

«Già adesso abbiamo una collaborazione con altri partiti, come il partito evangelista e partito democratico borghese. Con gli ultimi apriamo una negoziazione per una fusione, visto che loro sono forti nei cantoni in cui il PPD non lo è.

Può il PPD perdere la sua componente cristiana-cattolica?

«I valori del PPD Ticino non cambiano, però a livello nazionale il PPD ha un problema: non riusciamo ad attrarre nuovi elettori giovani. C’è la percezione che il nostro partito si possa scegliere solo quando uno è cattolico o molto fedele, questa immagina non ci fa diventare un’opzione per quelli che non ci conoscono».

Non avete paura di perdere l’elettorato cristiano-cattolico?

“C’è sempre un rischio di perdere dei membri. Da più di quarant’anni il PPD a livello nazionale ha solo perso e il problema è che la nostra è un’immagine di un partito cattolico, ora si tratta di fare un passo verso il centro. Non siamo il partito della Chiesa cattolica, ma del centro e così si esprimerà anche nel nome».

Oggi siamo qui a Genestrerio, negli altri incontri che riscontri avete avuto?

«Tutte le risposte in larga maggioranza sono state positive. Abbiamo ricevuto anche critiche, ma è normale visto che si tratta di una decisione importante, una delle più importanti della storia del nostro partito. Se non cambiamo, il destino del PPD sarà quello di perdere le elezioni e questo lo vogliamo evitare. Mi aspetto una discussione aperta e critica”.

Basta cambiare il logo per frenare la perdita di voti?

“Assolutamente no. È solo un primo passo ma è un passo indispensabile, noi dobbiamo lavorare e proporre delle soluzioni facendo una politica attiva. Dopo questo primo passo, ne devono seguire altri”.

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