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Ticino
"Non siamo il bancomat dell'esercito!"
"Non siamo il bancomat dell'esercito!"
"Non siamo il bancomat dell'esercito!"
Redazione
10 anni fa
La Gioventù Comunista si schiera contro l'aumento della tassa d’esenzione militare

"Uno studio del Dipartimento federale della difesa (DDPS) evidenzierebbe l’intenzione di elevare l’asticella della tassa d’esenzione militare a un minimo di 1000 franchi. Attualmente, i giovani svizzeri ritenuti inabili al servizio militare sono tenuti a pagare, per un massimo di 11 anni, una tassa corrispondente al 3% del reddito imponibile e non inferiore comunque ai 400 franchi. La Gioventù Comunista è sconcertata da questa ennesima provocazione del DDPS ai danni delle nuove generazioni".

Comincia così l'ultima presa di posizione del movimento, che si schiera contro l'aumento della tassa con queste motivazioni:

"La palese discriminazione che si manifesta nei confronti di chi - per motivi psichici o fisici - viene ritenuto inabile andrebbe ad accentuarsi ulteriormente. Non solo: un aumento così importante della tassa andrebbe in effetti (e come sempre) a gravare sulle spalle di studenti e apprendisti con redditi nulli o comunque a malapena sufficienti e, conseguentemente, sulle famiglie peraltro già colpite da un contesto economico per nulla favorevole. Ci teniamo a ricordare che è proprio di questa mattina (domenica 16 ottobre) la notizia che una famiglia su quattro in Svizzera non riesce a far fronte a una spesa imprevista di 2’500 franchi. Peraltro è assurdo punire chi viene “scartato” quando abbiamo un esercito palesemente sovradimensionato, tanto che gli stessi politici borghesi vorrebbero renderlo più snello. Ma si sa: dove inizia il militare, finisce la logica!".

Nel proprio comunicato, Gioventù Comunista specifica che "pur di evitare la costante emorragia di giovani che non sono disposti a frasi intruppare, scattando sull'attenti davanti a ufficiali integralisti, persone dal "comportamento infantile per palesare il proprio potere" come scriveva Brenno Martignoni nel suo "Centodiciotto giorni" (Istituto editoriale ticinese, 1981), il DDPS sembra stia dando libero sfogo alla sua fantasia pur di battere cassa con l’aumento di questa tassa anti-sociale".

In chiusura, il movimento ribadisce la propria linea in merito alla questione dell'esercito, ossia "rivendicare anzitutto la completa parificazione del servizio militare con il servizio civile (da non confondere con la protezione civile!), un modo per essere utile alla collettività senza giocare alla guerra e successivamente a abolire l’obbligatorietà della leva militare".

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