
Non si dimenticheranno facilmente le immagini circolate sul web degli assembramenti e degli scontri con la Polizia di sabato sera alla Foce di Lugano. Erano oltre 800 le persone radunate nel mancato rispetto delle regole anticovid, con risse e lanci di bottiglie e oggetti proprio contro la Polizia, intervenuta per sedare le zuffe e disperdere l’assembramento illegale. Per Ilario Lodi, interpellato dai colleghi di Radio3i, la questione è squisitamente educativa.
“Sono del parere che quello che è successo sabato sera non è definibile solo attraverso il termine di disagio. Il disagio è qualcosa di passeggero”, spiega Lodi. “Qui c’è qualcosa di molto più serio, è qualche cosa che si è generato, è cresciuto ed è maturato nel corso di molti anni ed una forma di reazione a qualche cosa che non si riesce più a gestire in termini ragionevoli”.
Un problema profondo, dunque, che richiede delle risposte concrete dal punto di vista educativo, sostiene Lodi. “Stiamo parlando di educazione alla cittadinanza e a vivere in società. Richiede investimenti massicci dalla scuola dell’infanzia, bisogna mettere i giovani nelle condizioni per vivere insieme anche le situazioni poco sopportabili”. Secondo il direttore di Pro Juventute, le idee di società che abbiamo generano degli effetti su chi ci sta attorno. “Ai giovani questo mondo in cui stiamo vivendo non va più, vorrebbero qualcosa di diverso”, aggiunge. “C’è molta insopportabilità nei confronti di tutto quello che sta succedendo e sono insopportabilità che non possono non essere prese in considerazione”, conclude.
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