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Ticino
"Non si può ragionare su una riforma in 5'000"
"Non si può ragionare su una riforma in 5'000"
"Non si può ragionare su una riforma in 5'000"
Redazione
10 anni fa
Manuele Bertoli commenta la protesta di docenti e allievi. "Un segnale positivo, ma i dati contano più degli slogan"

"Un segnale positivo."

Così il direttore del Dipartimento educazione cultura e sport (DECS) Manuele Bertoli commenta sul Corriere del Ticino la mobilitazione di ieri, che ha visto la partecipazione di centinaia di docenti e allievi ticinesi, tutti a protestare contro il giorno di congedo pagato concesso dal Governo quale misura di risparmio.

"Da parte di chi fa e vive la scuola è emerso in modo chiaro il messaggio alla collettività sulla necessità di difendere questa istituzione, in quanto tassello fondamentale per la crescita di una società" aggiunge Bertoli, secondo cui "appelli come "Basta tagli" o "Giù le mani dalla scuola" vanno recepiti positivamente, poiché espressi a difesa di un bene prezioso di tutti, che la politica deve tutelare."

Il consigliere di Stato socialista prosegue poi affermando che, secondo lui, una cosa sono gli slogan, un'altra i dati. "Sulla bontà dei progetti mi fermo ai dati articolati emersi dalla prima consultazione su "La scuola che verrà". Con 700 docenti e una serie di plenum che hanno condiviso la gran maggioranza dei punti, a fronte di alcuni aspetti criticati sui quali stiamo naturalmente riflettendo" dichiara Bertoli. "Bado più a questi dati che agli slogan generici. In merito alle risorse è inutile fasciarsi la testa prima di aver messo sul tavolo un progetto, per cui sarà innanzitutto cruciale il consenso interno ed esterno alla scuola. Ed è in questo senso che ci stiamo muovendo, con fatica e tanto lavoro."

Bertoli torna poi a difendersi dalle accuse lanciategli addosso da alcuni rappresentanti degli insegnanti. "Credo che il presunto mancato coinvolgimento dei docenti non corrisponda a realtà" afferma. "Perché non si può immaginare di ragionare sull'abbozzo di una riforma in 5'000. Nessuno agisce così, neanche il Movimento della scuola quando presenta una bozza di manifesto. Non significa però che sui progetti non siano necessari consultazioni allargate e ascolto quando le ipotesi sono sul tappeto."

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