
Non si placano le discussioni su Lugano Airport. Dopo il licenziamento cautelativo dei 74 dipendenti annunciato da LASA, a parlare è Dario Kessel, storico imprenditore attivo allo scalo di Agno. “La concessione federale d'esercizio dell'aeroporto è della città e non di LASA, siccome la concessione contiene obblighi e doveri!”, scrive Kessel su Facebook. “Il concessionario deve tenere aperto l'aeroporto, in proprio, fino al 2026! Infatti a fallire non è la città bensì la ditta subappaltatrice LASA”.
Serve una nuova votazioneSecondo l’imprenditore non sarà dunque il voto del 26 aprile a decidere il futuro dello scalo: “Per chiudere l'aeroporto serve dunque una nuova votazione popolare che ne chiede la chiusura previa cancellazione della concessione”. Per spiegare il suo pensiero fa un parallelismo con le ex regie federali: “È come se le FFS decidessero di non più fermarsi a Lugano o le Poste di non più consegnare le lettere ed i pacchi! E questo l'ex giudice Zali deve saperlo!”.
Patata bollente“Tutto ciò significa che il Dipartimento Federale dei trasporti potrebbe chiedere al concessionario (città di Lugano e non LASA) di continuare l’attività, e ciò fino alla scadenza del 2026”, aggiunge. “La concessione è del Municipio e non di LASA dunque il Municipio deve rispettarla anche se LASA fallisce. Ora praticamente parlando basterebbe che il Municipio con il dicastero dei trasporti riassumesse 20 persone delle 70 licenziate e continuasse l’attività senza i voli di linea”. Kessel prova poi a leggere le intenzioni dell’Esecutivo: “Ma è forse proprio questo che il Municipio non vuole! Le patate bollenti non piacciono!”.
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