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Ticino
Non si cambia strategia sul 5G
Immagine CdT/Chiara Zocchetti
Immagine CdT/Chiara Zocchetti
Redazione
5 anni fa
La maggioranza del Gran Consiglio ha detto no alla moratoria sull’installazione di nuove antenne in Ticino e all’iniziativa cantonale per una frenata a livello federale. Ma non ci sarà nemmeno un’accelerata dello sviluppo della nuova tecnologia

Sul 5G resta lo status quo. Nella seduta di ieri la maggioranza del Gran Consiglio ha respinto una moratoria per la costruzione di nuove antenne 5G sul territorio cantonale, come pure la proposta di inoltrare un’iniziativa a Berna per uno stop a livello nazionale. Dall’altro il Parlamento ha pure frenato su un’accelerata di questa nuova tecnologia.

Sul tavolo della commissione ambiente, territorio ed energia, il cui rapporto di maggioranza è stato approvato dal plenum, c’erano tre atti parlamentari e una petizione: la mozione di Fiorenzo Dadò per una moratoria cantonale per l’istallazione di nuove antenne, l’iniziativa cantonale di Nicola Schoenenberger per chiedere a Berna una moratoria su tutto il territorio nazionale, una mozione della Lega per chiedere, al contrario, una “posa in tempi brevi di una rete idonea alla diffusione del 5G” e infine la petizione del “Gruppo Stop 5G” che chiedeva anch’essa una moratoria in Ticino.

Allo stato attuale, è stato sollevato da più parti in aula, non ci sono certezze sulle conseguenze del 5G sulla salute delle persone e sull’ambiente. La strategia attuale resta dunque invariata e si avanza con cautela, all’insegna di un principio di precauzione evocato da quasi ogni intervento pronunciato durante il dibattitto di ieri pomeriggio.

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