
"Sapevamo che primo o poi qualcuno avrebbe acquistato il Pasinetti. Era questione di tempo. Ora la compravendita è quasi ultimata. E con essa sfuma definitivamente il sogno di rilanciare l'ex Grotto, ritrovo storico nel Bellinzonese".
Sono parole di rassegnazione quelle di Michela Delcò Petralli, presidente della cooperativa culturare Coopaso, nata proprio per far rinascere lo storico locale. "Abbiamo fatto di tutto per acquistare lo stabile. Ma non abbiamo trovato il sostegno necessario da parte dei comuni interessati dal progetto aggregativo. E da soli non ce l'avremmo fatta. Ci eravamo informati su tutti gli accorgimenti da fare, ma la spesa era troppo alta da sostenere per noi. Così abbiamo cambiato lo scopo della cooperativa. Dall'intenzione di riaprire il Pasinetti, siamo arrivati a sostenere e organizzare musica dal vivo".
Rimane comunque sempre il sogno di vedere nascere prima o poi una Casa della cultura a Bellinzona. Un desiderio espresso recentemente in una mozione presentata proprio dalla consigliera comunale dei Verdi Delcò Petralli. "È da quando avevo 20 anni che si chiede una struttura fissa, di gestione pubblica, dove poter organizzare eventi, un luogo di ritrovo sia per i giovani che per gli adulti. Ma ci sono sempre altre priorità. Eppure c'è una grande esigenza. Ci sono numerose associazioni attive sul territorio che sono alla ricerca di luoghi accessibili o strutture adeguate dove poter organizzare letture, teatri sperimentali, spettacoli o semplicemente per trovarsi e bere qualcosa".
"Anche noi ogni volta che organizziamo concerti, che sono sempre ben seguiti, dobbiamo trovare il posto adatto" prosegue Delcò Petralli. "E questo può essere stancante. Prima dobbiamo cercare il luogo, pagare, installare tutte le infrastrutture, smontare e rimettere in ordine una volta finito l'evento. Un lavoro oltretutto svolto a titolo volontario, che può essere evitato se si mette a disposizione una struttura fissa che disponde delle necessarie infrastrutture".
Per rendere l'idea della trafila che occorre fare per organizzare un concerto in luoghi anche più istituzionali, Delcò Petralli cita un evento in un maniero a Bellinzona: "Nonostante la cornice stupenda che offrono i castelli, le trattative con il Cantone e l'Ente turistico sono lunghissime, che possono snervare e demotivare. È un lavoro enorme ed è ora che anche la città riconosca il grande lavoro svolto dai volontari, che mantengono viva la capitale".
Secondo Delcò Petralli basterebbe poco per mettere a disposizione stabili dismessi e riconvertirli. "Se si viaggia un po', nel mondo si vedono fabbriche bellissime che vengono riconvertite in luoghi di ritrovo. Basterebbe fare interventi minimi per garantire la sicurezza e fare altri accorgimenti, senza investire milioni. Se poi l'azione viene sostenuta dalle varie associazioni, non ci sarebbero spese per il comune. Non dobbiamo mica fare il pavimento in oro. Si tratta di ascoltare le esigenze della popolazione".
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