
Continua ad aumentare il numero di frontalieri in Ticino, così come è in continuo aumento il numero di cittadini italiani che scelgono di vivere nel nostro Cantone.
Ma c'è anche chi fa il cammino inverso e, dopo aver tentato la fortuna nel nostro Cantone, torna nella vicina Penisola per godersi la vita a un ritmo "più umano".
È la storia ad esempio di Alessia, una 31enne molisana che dopo aver lavorato per quattro anni nel Luganese ha deciso di tornare nella sua città natale, Termoli, per aprire una pizzeria.
In un'intervista al portale primonumero.it Alessia spiega che in Ticino aveva trovato lavoro come infermiera domiciliare, grazie alla sua laurea in infermieristica. "Un’esperienza molto bella che ti assicura anche la crescita professionale ma anche massacrante con turni di lavoro molto duri, ti capita di uscire al mattino alle sei e di tornare la sera con giorni di riposo molto ridotti" racconta la giovane. "Mi sono trovata bene, ma la mia vita sociale si è ridotta all’osso. L’ambiente è molto diverso rispetto a qui. Ho fatto salire anche un’altra infermiera e una assistente di cura (tipo i nostri oss) ma alla fine non ci vedevamo quasi mai per i turni diversi."
In pratica Alessia lavorava e guadagnava bene, ma le mancavano i contatti umani. "Non riuscivo più a sostenere quei carichi di lavoro lontana dai miei cari" spiega la 31enne per motivare la sua decisione di tornare in Molise e cambiare settore professionale.
Ora Alessia fa le pizze per i suoi compaesani e sta bene così. Della Svizzera non le manca tanto, anche perché il suo ricordo principale, a parte i paesaggi, sono le lunghe code di frontalieri che affrontava tutti i giorni anche lei avendo preso casa oltre confine, a Lavena Ponte Tresa. "Beh, sono posti bellissimi ma nella mia mente resta impressa la lunga fila di macchine che, come me, dall’Italia passa il confine per andare al lavoro da transfrontaliero. Sono tantissimi italiani" afferma. "Qua a Termoli, invece, dal posto di lavoro faccio due passi e vedo il mare insieme ai miei cari. E questo non è poco, è diverso."
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