
Il Tribunale federale ha respinto il ricorso di un conducente ticinese 82enne, al quale era stata revocata la patente dopo aver infranto in due occasioni le norme di circolazione. E questo nello spazio di pochi giorni. Il 12 marzo 2014, l'uomo era stato infatti pizzicato da una radar mentre circolava sulla A2 a una velocità di 146 km/h su un limite di 120. Pochi giorni dopo era stato beccato da un apparecchio laser a sfrecciare a 77 km/h in un abitato, dove il limite era di 50.
La Sezione della circolazione gli aveva notificato l'apertura di un procedimento amministrativo di revoca della licenza di condurre, ritirandogliela per tre mesi nel giugno 2014.
Mediante decreto di accusa del 10 giugno 2014, il Procuratore pubblico lo aveva riconosciuto colpevole di grave infrazione alle norme di circolazione, condannandolo a una pena pecuniaria, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 3 anni, di 19'500 franchi e a una multa di 1'500 franchi.
A seguito dell'opposizione dell'uomo, la Pretura, pur confermando l'imputazione, aveva ridotto la pena pecuniaria a 6'150 franchi, la multa a 1'000 franchi e il periodo di prova a due anni. Decisione che era stata confermata dalla Corte di appello e di revisione penale (CARP) nel settembre 2015.
L'uomo ha inutilmente ricorso fino al Tribunale federale, dove non ha ottenuto miglior fortuna. I giudici di Mon Repos hanno infatti dato ragione alle autorità ticinesi, ritenendo inammissibile il suo ricorso. A suo carico sono state inoltre poste le spese giudiziarie di 2'000 franchi.
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