
Come ha vissuto questa giornata di festa?
C’è tanta fierezza, tanta gioia nei cuori e tanta voglia di vivere questa festa. Forse questo a causa delle tante crisi che stiamo vivendo.
Di cosa è fiero? E cosa non rifarebbe?
Non dimentichiamo che siamo partiti in piena pandemia. In gennaio gli ospedali erano pieni e si gridava allo scandalo. Non lo ricordiamo più perché il tempo ci sfugge, va così veloce che è arrivata una guerra e ha scacciato una pandemia. Ma la crisi sanitaria non ci ha definitivamente lasciato e qualcosa si vedrà anche il prossimo autunno. Cosa rifarei? La conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina a Lugano, perché è stato un momento di gioia, di aiuto e di appartenenza alla solidarietà internazionale. Ho sentito forte questo, anche grazia alla presenza di 40 paesi e di una ventina di organizzazione internazionali. Cosa non rifarei? Qualche esitazione. Qualche momento di incertezza lo si potrebbe eliminare con più esperienza, ma questa è la vita e impariamo vivendo.
Per quanto riguarda il concetto di neutralità le discussioni sono aperte. È rimasto male per la decisione della scorsa settimana del Consiglio federale? Ricordiamo che il governo federale, malgrado si sia allineato con l’Ue per quanto riguarda le sanzioni alla Russia, ha affermato che “la politica di neutralità svizzera continua ad essere valida.”
Secondo me siamo in un momento storico in cui è giusto fare una riflessione approfondita sul tema neutralità ed evolvere anche nella nostra politica in questo ambito. Ho permesso al Consiglio federale di fare questa riflessione. La conclusione è che il governo non intende fare dei cambiamenti, ma vuole restare dov’è. Lo accetto, anche se non corrisponde alla mia proposta. Insieme siamo giunti alla conclusione che, in questo momento, la maggior parte del Consiglio federale ritiene questa decisione la più opportuna per la Svizzera.
Cosa si sente di dire alla popolazione vista l’inflazione e la crisi energetica?
Credo che l’epoca di un viaggio in solitaria della Svizzera sia finita. In Consiglio federale abbiamo deciso di avere più cooperazione con la Nato e l’UE, senza però toccare il concetto di neutralità. Era quello che dicevo, bisogna andare verso questa direzione. La realtà è che siamo in questo continente, nel cuore dell’Europa, e qui dobbiamo far fronte alle sfide del mondo.

