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Ticino
"Non regaliamo soldi alle casse malati"
"Non regaliamo soldi alle casse malati"
"Non regaliamo soldi alle casse malati"
Redazione
9 anni fa
Il Guastafeste lancia un appello ai comuni per informare i cittadini sul rimborso dei premi in caso di decesso

Il 3 dicembre 2015 Giorgio Ghiringhelli aveva vinto al Tribunale federale di Lucerna, che aveva accolto un suo ricorso contro le casse malati. Ricorso che stabilisce che il premio mensile dell'assicurazione di base obbligatoria contro le malattie sia "divisibile". Il che significa che le casse malati sono tenute a restituire il premio mensile se l'assicurato, per esempio in caso di decesso, non ne usufruisce per tutto il mese. Se qualcuno per esempio decede il primo giorno del mese, la cassa malati deve restituire agli eredi, che ne fanno esplicita richiesta, il premio già pagato per tutto il resto del mese, che può anche superare i 500 franchi (l'entità del rimborso dipende dall'ammontare dei premi e dal giorno del decesso).

La decisione, sottolinea Ghiringhelli, riguarda 8 milioni di assicurati residenti in Svizzera. Il problema è che molti eredi non sono conoscenza del loro diritto di chiedere il rimborso di questi premi. Le casse malatti non hanno infatti l'obbligo di rimborsare automaticamente ai parenti i premi LAMal e LCA pagati in eccesso. Il premio viene quindi rimborsato solo su esplicita richiesta. 

Secondo una valutazione di Ghiringhelli in Ticino, dove ogni anno si registrano all’incirca 3'000 decessi, "vi é in ballo almeno un milione di franchi all’anno: perché regalare questi soldi alle casse malati?" si chiede il Guastafeste di Losone. Il termine di prescrizione, fa notare ancora Ghiringhelli, è di due anni a partire dal decesso per i premi LCA e un anno per i premi LAMal, per cui "molti eredi avrebbero ancora il diritto di chiedere un rimborso dei premi per i decessi avvenuti nel 2015 e nel 2016. Un motivo in più per informarli".

Il Guastafesta ha dunque lanciato un appello ai 120 comuni ticinesi, invitandoli a esaminare la possibilità di informare dei loro diritti gli eredi di persone decededute nel loro comprensorio. "Finora 54 comuni", scrive Ghiringhelli, "mi hanno comunicato di aderire all'appello". Tra questi vi sono anche le grandi città come Lugano, Locarno, Bellinzona, Chiasso. Una menzione particolare merita il Comune di Bioggio, aggiunge Ghiringhelli, il quale non si limiterà solo a informare in futuro, ma "prenderà contatto pure con gli eredi di tutte le persone che sono decedute a partire dal 2015".

L'auspicio di Ghiringhelli è che anche gli altri comuni che non hanno ancora risposto all'appello seguiranno l'esempio degli altri 54, "magari su sollecitazione di qualche consigliere comunale", e che il Ticino faccia scuola nel resto della Svizzera. "Penso che il Ticino, Cantone in passato piuttosto bistrattato dalle Casse malati, sia il primo e finora unico Cantone in cui questo tipo di informazione verrà fatta quasi a tappeto dai Comuni" conclude Ghiringhelli. "Dato che la nuova giurisprudenza, sulla quale le Casse malati si son ben guardate dall’informare i loro assicurati, concerne tutti gli oltre 8 milioni di assicurati residenti in Svizzera, l’autore del ricorso che ha guastato la festa alle Casse malati si augura che il modello ticinese faccia scuola anche negli altri Cantoni, in modo che l’importante sentenza del Tribunale federale ottenga il massimo effetto pratico".

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