
“La ricorrente non può pertanto essere considerata attualmente una "lavoratrice" ai sensi dell'Accord sulla libera circolazione”. Con questa motivazione il TRAM ha confermato la revoca del permesso di dimora e l’allontanamento di una 62enne cittadina italiana decisa nel gennaio di due anni fa dalla Sezione della popolazione.
La donna, dopo aver vissuto per circa un anno nel Canton Vaud (dove aveva ottenuto un permesso di dimora), si era trasferita in Ticino nel marzo del 2013. Rimasta senza impiego, dal gennaio a luglio del medesimo anno aveva percepito le indennità di disoccupazione e in seguito le prestazioni di sostegno sociale, nuovamente ottenute a partire dal febbraio 2015 per un totale di circa 63'000 franchi. Sia l’autorità cantonale sia il Consiglio di Stato hanno ritenuto che la donna non potesse continuare a dimorare in quanto svolgeva “un'attività lucrativa marginale”. Una tesi che, come detto, è stata confermata anche dal TRAM.
La donna aveva sottoscritto dal 20 novembre 2015 un contratto di lavoro come addetta alle pulizie per 4.5 ore settimanali, attività che ha esteso a 7 ore settimanali dopo l'inoltro del ricorso al Consiglio di Stato. Tuttavia, nonostante un cittadino comunitario possa essere definito "lavoratore dipendente" - e può quindi beneficiare di una permesso di dimora - se la sua attività è reale ed effettiva e se la durata della medesima corrisponde ad almeno 12 ore settimanali, la Corte cantonale ha stabilito che l’impiego della donna fosse “di natura meramente marginale e accessorio”, tanto più che l'insorgente “non ha mai dimostrato di essere in grado di intraprendere un'attività a tempo pieno o quanto meno più remunerativa che le permetta di evitare di far capo all'aiuto sociale in futuro”.
La 62enne, ha concluso la Corte, “non dispone di mezzi finanziari sufficienti per poter pretendere di ottenere un permesso di soggiorno quale persona senza attività, essendo da oltre tre anni ormai costantemente a carico dell'assistenza pubblica”. Pertanto, con sentenza del 2 aprile scorso, il TRAM ha confermato la revoca del suo permesso di dimora e la sua espulsione dalla Svizzera.
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