
Dopo la posizione dell'UDC ticinese sui rapporti tra Svizzera e Italia per la questione dei frontalieri, oggi a scendere in campo in difesa del Ticino è l'UDC nazionale. In un comunicato odierno il partito si appella al Consiglio federale e propone una serie di misure da applicare per dare ai cantoni svizzeri maggiore flessibilità.
"L'UDC", si legge nella nota, "invita il Consiglio federale a non pugnalare alle spalle il Ticino sulla questione dei frontalieri, ma di applicare il mandato costituzionale per una gestione autonoma dell' dell'immigrazione. Il nuovo articolo (ndr. quello approvato con il voto del 9 febbraio) contiene tutti gli strumenti necessari per regolare questo problema e gestire l'afflusso dei frontalieri in funzione dei bisogni delle diverse regioni".
Visto che il Ticino è particolarmente toccato dalla pressione sui salari e dalla disoccupazione, secondo l'UDC "è perfettamente normale in queste condizioni che il cantone ticinese prenda delle misure di difesa", riferendosi in particolare all'obbligo di presentare il casellario giudiziale per il rinnovo dei permessi per dimoranti e frontalieri.
"Roma protesta fermamente contro la decisione delle autorità cantonali di non accordare il permesso di soggiorno a dei delinquenti italiani. Ciò è contrario all'accordo di libera circolazione delle persone" ribadisce il partito. "La Svizzera non può espellere uno stranierio a meno che non abbia commesso un delitto nel nostro paese. Al contrario deve ammettere italiani che hanno commesso delitti in Italia".
Incitando il Consiglio federale a non cedere alle pressioni italiane, come quelle di Lara Comi che minaccia di portare la questione di fronte alla corte europea, l'UDC mette sul tavolo delle proposte per dare maggiore flessibilità ai cantoni. Queste comprendono: l'imposizione per i frontalieri di contingenti separati che devono essere ripartiti ogni trimestre tra i cantoni in maniera flessibile; la reintroduzione di zone frontaliere limitrofe nelle quali gli abitanti possono lavorare in Svizzera come frontalieri (persone che provengono per esempio dalla Pologna o dal sud dell'Italia non sarebbero quindi più autorizzati); le persone che soggiornano tutta la settimana in Svizzera non vengono più considerate come frontalieri; la durata del permesso di lavoro è limitata per i frontalieri; la precedenza nazionale verrà data anche se verranno impiegati frontalieri; il cantone fissa la percentuale massima di frontalieri per impresa (per esempio il 50%).
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