
Chi ha fatto domanda di iscrizione all'albo degli artigiani ma non ha ancora ottenuto risposta è autorizzato a lavorare in Ticino?
Tra gli artigiani le risposte divergono. C'è per esempio un paesaggista del Luganese, che ci ha contattati per esporre il suo caso, il quale afferma di essersi sentito dire che non può lavorare finché non avrà ricevuto la conferma d'iscrizione. Ci sono invece altri artigiani che sostengono il contrario, ovvero che è possibile lavorare anche se si è ancora in attesa.
Chi ha ragione? Tutto dipende dalla data in cui si è presentata la domanda di iscrizione all'albo.
La direttrice della Commissione di vigilanza LIA, Cristina Bordoli Poggi, ci spiega infatti che chi ha presentato la domanda di iscrizione entro il termine previsto dalla Legge sulle imprese artigianali, ovvero il 30 settembre 2016, può regolarmente lavorare in Ticino anche se non ha ancora ottenuto risposta. Chi invece ha depositato la domanda in ritardo, o non l'ha presentata del tutto, "se è attivo non sta operando secondo i disposti di legge" e quindi rischia una sanzione pecuniaria.
E, come ci conferma Bordoli Poggi, ad oggi sono già una cinquantina le aziende colte in fallo. La maggioranza di esse non avevano nemmeno depositato la domanda, mentre alcune lo avevano fatto dopo il termine.
Il nostro paesaggista, se dovesse lavorare, rischierebbe di far aumentare questa cifra, visto che ammette di aver depositato la richiesta in ritardo. "Io ho sentito parlare di albo degli artigiani, non sapevo che anche la mia categoria professionale fosse inclusa, l'ho scoperto solo dopo" si difende.
Ma, si sa, la legge non ammette l'ignoranza. La stessa direttrice della Commissione di vigilanza LIA sottolinea "che la legge è entrata in vigore il 1° febbraio 2016 e che le imprese attive avevano possibilità di depositare la domanda di iscrizione entro il termine previsto dalla legge, peraltro prolungato al 30 settembre 2016."
Il paesaggista deve quindi attendere l'iscrizione all'albo per poter tornare a lavorare. La buona notizia per lui è però che, dopo le comprensibili lungaggini iniziali dovute all'enorme mole di richieste giunte a Bellinzona, l'evasione delle pratiche ha ormai quasi completamente recuperato il suo ritardo.
Enorme mole di lavoro, dicevamo, perché stando ai dati fornitici oggi dalla Commissione di vigilanza LIA, aggiornati al 31 dicembre 2016, sono state ben 4'540 le richieste di iscrizione all'albo.
Occorre precisare che richieste non significa numero di imprese, dato che queste possono fare domanda per più categorie professionali.
Il 18% circa delle richieste è pervenuto dall'Italia, mentre tra quelle provenienti dalla Svizzera oltre l'80% è di artigiani ticinesi, il resto da ditte con sede fuori Cantone.
La categoria professionale che ha registrato il maggior numero di richieste è quella delle opere da falegname (789), seguita dalla tecnica della costruzione (731), dalle opere da pittore (629) e dalle costruzioni metalliche - carpenteria metallica - protezioni solari (550). Le categorie con il minor numero di richieste sono invece quelle della posa di ponteggi (40), delle opere da spazzacamino (60) e delle opere da vetraio (69).
Ricordiamo che l'iscrizione all'albo è obbligatoria anche per i settori delle costruzioni in legno, dei carpentieri-copritetto, dei gessatori, intonacatori, plafonatori, giardinieri, piastrellisti e posatori di pavimenti.
AS
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