
Dopo la Grande Lugano e la Nuova Bellinzona, tocca a Locarno? Il discorso aggregativo è stato rilanciato settimana scorsa dal sindaco Alain Scherrer in occasione della presentazione del Consuntivo. “Chi ci crede, si faccia avanti!" è stato l'invito del sindaco. Un appello rivolto sia a politici che a cittadini, con l'obiettivo di costituire un gruppo di lavoro. Abbiamo fatto un giro di telefonate per sapere come è stata accolta la proposta.
"Ascona resta dov'è" afferma perentorio il sindaco Luca Pissoglio. "Non riteniamo ci siano i presupposti per fare un'aggregazione. Non è la panacea di tutti i mali". Il Borgo è oltrettutto intenzionato a prendere un'altra via: "Se faremo una fusione, sarà una fusione a tre con Brissago e Ronco sopra Ascona, così come abbiamo proposto al Cantone. Ma non oltrepasseremo la Maggia".
Secondo Pissoglio l'esempio di Bellinzona insegna che il Municipio, con l'aggregazione, viene gestito dai candidati del centro: "Solo un municipale su sette viene dalla periferia. Il rischio di dimenticarsi delle periferie dunque esiste, anche se speriamo che Bellinzona ci smentisca".
La fusione a tre è per Pissoglio una realtà molto più vicina: "Abbiamo già cominciato ad avviare collaborazioni con la polizia e le scuole. C'è infatti già un direttore unico per tutti gli istituti scolastici. Con questo tipo di collaborazioni si può ipotizzare una fusione a medio-lungo termine, ossia entro il prossimo quadriennio. Ma spetterà a Brissago e Ronco Sopra Ascona decidere. Non vogliamo imporre decisioni dall'alto".
"Noi siamo sulla sponda destra del fiume Maggia" ci risponde scherzosamente il sindaco di Losone Corrado Bianda. "Come Muncipio siamo disposti a metterci in campo a favore di un progetto di riordino della regione. Ma dobbiamo essere uniti per portare avanti un discorso aggregativo. E come minimo il nuovo comune deve essere composto da quelli più grandi, come Ascona, Losone, Locarno e Minusio".
Sarebbe eventualmente ipotizzabile un'aggregazione con Ascona, Brissago e Ronco sopra Ascona, così da unire i comuni della sponda destra del fiume? "Secondo me il comparto lago, così come suggerito dal Municipio asconese, non ha senso. È solo un modo per il comune di tirarsi fuori da un discorso ancora più grande. In questo modo Ascona mantiene infatti la sua leadership. Ma se vogliamo posizionarci a livello cantonale e competere con Bellinzona e Lugano, dobbiamo creare un comune forte. E se mancano grandi comuni come Ascona e Minusio, il discorso non ha senso".
Il sindaco di Minusio Felice Dafond saluta con favore il nuovo approccio di Scherrer "più vicino al cittadino", anche se non crede che gli scenari siano cambiati molto dalla votazione popolare del 2011. Perché, gli chiediamo, l'aggregazione nel Locarnese sembra così difficile? "Bellinzona ha la sua storia e un suo perché. Il Locarnese è una realtà diversa e ci sono comuni molto più grandi da integrare. È un lungo discorso e lo scenario aggregativo deve comunque partire dal basso, attraverso forse aggregazioni più piccole. Più si ingrandisce un comune, più c'è il rischio che il cittadino perda la vicinanza con le istituzioni. Trovo inoltre che ci sono problematiche molto più importanti da affrontare, come per esempio creare condizioni quadro per i posti di lavoro nella regione".
"Il tema aggregazione è interessante e ne discuteremo sicuramente in altre sedi, ma non è l'unica soluzione" conclude Dafond. "Se risolvesse tutti i problemi, l'avremmo già fatta".
LarS
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