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"Non mi sono reso conto che fossero fermi"
"Non mi sono reso conto che fossero fermi"
"Non mi sono reso conto che fossero fermi"
Redazione
8 anni fa
A processo il 58enne francese che nel 2016 causò l'incidente a Quinto, in cui persero la vita due donne

Stava tornando da Venezia, dove aveva partecipato a una manifestazione canoistica amatoriale, alla guida di una Citroen C4 Picasso, con cui trainava su un rimorchio la canoa. A Quinto si è trovato davanti la coda al portale sud del Gottardo. “Non mi sono reso conto che fossero fermi, quando poi l’ho capito ho avuto un attimo di esitazione”. Sono queste le spiegazioni del 58enne francese, a processo oggi per l’incidente avvenuto il 17 maggio 2016 in cui hanno perso la vita due donne. La loro vettura è stata spinta sotto al camion che la precedeva, uccidendole sul colpo.

L’uomo, difeso dall’avvocato Marco Cereghetti, deve rispondere di omicidio colposo plurimo e grave infrazione alle norme della circolazione davanti al giudice Mauro Ermani, il quale ha incalzato più volte l’imputato: “Un errore di valutazione non è sufficiente per spiegare il fatto che lei si sia schiantato nella coda quasi senza frenare, deve essersi distratto”, ha detto.

Il francese ammette di aver avuto una leggera distrazione per regolare la radio, ma almeno un chilometro prima. “Non può essere quella la causa dell’incidente”, ha ribadito. “Credo di aver valutato male la distanza e di aver avuto un attimo di esitazione e di panico”, ha spiegato l’uomo aiutato da una traduttrice dal francese.

L’uomo soffre di cecità da un occhio, ma questo non sarebbe un impedimento alla guida. Il 58enne infatti si sottopone a un esame quinquennale per l’idoneità alla guida. Non era neppure stanco. Partito da Venezia qualche ora prima si era fermato alla stazione di servizio di Bellinzona per riposare. Il procuratore pubblico Roberto Ruggeri, che ha sottolineato come l’uomo non sia né un mostro né un pirata della strada, gli rimprovera la distrazione e l’ignoranza del limite di velocità per le vetture con rimorchio, 80 chilometri all’ora. Per questo ha chiesto una pena di 24 mesi sospesi.

La sentenza è attesa ancora in giornata.

Tutti i dettagli nel TG di TeleTicino delle 18.45

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