
Il presidente del PPD Fiorenzo Dadò esce allo scoperto e in un'intervista esclusiva al Corriere del Ticino annuncia che alle elezioni cantonali non sarà della partita.
Ha deciso se si candiderà per il Consiglio di Stato?Sì, ho deciso. Non mi candiderò per il Governo. In questo momento il PPD ha bisogno di qualcuno alla guida. Abbiamo un progetto ben chiaro di rinnovamento per i prossimi anni che necessita molto impegno. Un progetto che siamo motivati a realizzare.
È stata una decisione presa in piena autonomia, oppure sollecitata da altri organi del PPD o dalla Commissione cerca?La decisione l'ho presa io, in piena autonomia, dopo aver riflettuto quest'estate in tranquillità ed essermi confrontato con alcune persone le quali mi hanno espresso il loro parere. Certo, avrei potuto gettarmi nella mischia e certamente le risorse e la motivazione non mi sarebbero mancate. Nessuno me lo avrebbe impedito, ma in questo momento, come ho detto, il PPD ha bisogno di stabilità e di una prospettiva positiva per il futuro".Ma perché ha atteso tanto per decidere se dare o meno la sua disponibilità?"Sono scelte difficili, che non puoi prendere a cuor leggero senza rifletterci bene. Correre per un posto in Governo significa innanzitutto capire bene se, in caso di elezione, si è davvero pronti per assumersi questo onere, in quanto l'impegno di un consigliere di Stato è notevole e ne risente in modo significativo la sua vita e quella dei suoi famigliari. E poi, come detto, il PPD è in una fase delicata di transizione e c'è un progetto che tutti dobbiamo seriamente impegnarci a portare a buon fine.
Maggiori particolari nell'edizione odierna del Corriere del Ticino
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