
Da alcuni giorni si nota un rallentamento marcato della curva dei contagi, nonostante le prime riaperture. Oggi, per esempio, è stato trovato solo un nuovo caso positivo al covid-19, nonostante i tre decessi rilevati. Radio3i ha intervistato Giorgio Merlani per sapere la sua opinione in merito e quali saranno i prossimi passi nella lotta alla pandemia.
Si aspettava dei numeri così positivi?Mi aspettavo una stabilizzazione, ma non una discesa così rapida e così continua. Non le nascondo che a fronte delle riaperture progressive speravo non ci fosse una risalita ma che continuasse a scendere così… sono un po’ stupito. Stiamo comunque tenendo la situazione sotto controllo ravvicinato per non farci trovare impreparati nel caso in cui l'epidemia dovesse ripartire.
Vista la diminuzione dei casi, avete riattivato il contact tracing in vigore a inizio crisi?Assolutamente sì. La Confederazione aveva preannunciato che in caso di calo dei numeri si sarebbe potuto ripartire. L’obiettivo a livello federale è l’11 maggio, mentre noi abbiamo cominciato già ieri. Probabilmente l’unica persona risultata positiva oggi è stata anche la prima ad essere contattata, bisogna mettere ancora in piedi tutta una serie di questioni: dal sistema informatico alla lista dei contatti fino ai formulari, però stiamo ripartendo. Questa settimana sarà un po’ una prova, ma da lunedì è ufficiale.
Da metà aprile avete iniziato a sottoporre il personale sanitario al test sierologico, avete già dei risultati?No, anche perché non è uno studio nostro ma proprio dell’EOC. Io non ho ancora dei dati, penso abbiano già cominciato, ma non so se ci sono già dei risultati. Parallelamente noi abbiamo già spedito le lettere e faremo la stessa cosa, non tra i collaboratori dell’Ente ma presso la popolazione normale.
A questo proposito, per il vostro test: avete già un’idea di quando potrebbero arrivare i primi risultati?È un po’ presto, abbiamo mandato le lettere, abbiamo avuto le prime risposte e mi sembra di aver capito da quanto mi riportano che l’adesione è più che entusiastica. C’è molta gente che ha chiamato addirittura per mettersi a disposizione, ma purtroppo non possiamo accettare le candidature: il protocollo infatti impone che sia un campione estratto a sorte. Se accettassimo chi si propone, e che quindi ha più probabilità di avere avuto i sintomi, comprometteremmo la natura casuale della misurazione come approvato dal comitato etico.
Capitolo anziani: ieri Daniel Koch ha detto che se la situazione dovesse continuare così sono previsti allentamenti alle restrizioni per gli anziani. In Ticino saremmo pronti a misure simili?Ogni evoluzione favorevole consente di rivalutare le misure restrittive messe in atto. Nella stessa misura in cui si sono aperti scuole e negozi si faranno valutazioni anche di questo tipo, ma con particolare prudenza. Sappiamo che nell’ambito delle persone particolarmente vulnerabili, che non sono solo gli anziani, bisognerà fare particolare attenzione. Valuteremo quindi di volta in volta a seconda dell’andamento.
In vista delle riaperture delle prossime settimane è verosimile un aumento dei casi. Avete stabilito una soglia massima di sicurezza oltre la quale non si potrà andare?Bisognerà vedere cosa succede: più si apre più c’è possibilità che il virus, che è ancora presente nella popolazione, riparta. Poi bisognerà verificare l’aspetto della stagionalità sulla diffusione del contagio. È evidente che noi abbiamo una serie di indicatori (numero di casi, numero di pazienti in pronto soccorso, numero di ricoveri in ospedale, eccetera) che utilizziamo in un “barometro” che ci dice che tempo farà per essere pronti ad applicare le misure adeguate. Non posso comunicarle un numero o una soglia positiva perché, per esempio, se avessimo 100 casi positivi dovremmo anche valutare il motivo: magari si tratta di casi passati tornati positivi. Un numero singolo non ci permette di prendere decisioni, bisogna consultare i dati aggregati e soprattutto osservare l’evoluzione: se domani fossero 100 e dopo domani di nuovo due, questo aumento non vorrebbe dire niente. Se si verificasse un aumento costante invece dovremmo trarre altre indicazioni. Un altro dato importante per esempio è il numero di positivi in relazione ai test effettuati. Ci sono tanti parametri e tutti quanti assieme ci faranno decidere cosa fare.
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