
I Municipi di Vernate, Canobbio e Melide - promotori dell'iniziativa legislativa "Per comuni forti e vicini al cittadino" - hanno scritto alla Commissione gestione e finanze del Gran Consiglio, esprimendo delusione per il fatto che il Governo non ha ancora presentato il rapporto sull'iniziativa nei termini di legge (a 9 mesi dalla pubblicazione nel Foglio ufficiale del risultto della domanda di iniziativa). Non solo. "Abbiamo dovuto pure prendere atto, con sconcerto, che nel Messaggio sul Preventivo 2020 (che contempla sempre il contributo di risanamento dei Comuni), la pendente domanda posta con l'iniziativa non è minimamente affrontata, anzi non è nemmeno menzionata".
L'iniziativa, ricordiamo, chiede di modificare la norma del Decreto legislativo concernente la partecipazione finanziaria dei Comuni al finanziamento dei compiti cantonale, ossia stralciare la quota di 25 milioni di franchi che i Comuni devono versare annualmente al Cantone. Negli ultimi 6 anni i comuni ticinesi hanno versato, attigendo alle proprie risorse ricavate dai contribuenti, quasi 150 milioni di franchi al Cantone.
Secondo i Comuni promotori questo stralcio del contributo si impone poiché "i conti del Cantone sono ormai ampiamenti nelle cifre nere" (+80,4 milioni di franchi nel 2017; + 137,2 milioni nel 2018, mentre il rendiconto intermedio di fine giugno prevede un avanzo di 89,9 milioni nel 2019). Inoltre poiché la riforma Ticino 2020, fino alla cui entrata in vigore è vincolato il versamento del contributo, è "ancora in alto mare".
"Non è ammissibile che il Cantone "approfitti" (anche) del contributo di risanamento dei Comuni per evitare di adottare finalmente le indispensabili misure di contenimento della spesa; la quale - si noti - nel Preventivo 2020 aumenta di addirittura quasi 260 milioni di franchi rispetto al Consuntivo 2018" sottolineano i tre comuni, che chiedono quindi alla Commissione di dare immediato avvio all'esame della domanda posta con l'iniziativa, affrontandola e pronunciandosi constestualmente all'esame del Preventivo 2020. "Un diverso modo di procedere sarebbe gravemente lesivo del principio di equità, e significherebbe mancare di rispetto nei confronti dei (ben) 62 Consigli comunali (rappresentativi di quasi il 60% della popolazione) che, nel ristretto termine di un mese e mezzo, hanno aderito alla presentazione dell'iniziativa".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

