
Come già accaduto la scorsa estate torna a levarsi la protesta dei cittadini del Mendrisiotto e del Comasco contro il ronzio dei droni impiegati dalle Guardie di Confine nell'azione di contrasto a passatori e migranti. Sette giorni fa era toccato agli abitanti di Colverde e Maslianico tuonare contro i rumori notturni che, soprattutto fra le 22 e le 3 del mattino, renderebbero impossibile chiudere occhio, persino con le finestre chiuse. Oggi Ticinonews.ch ha raccolto la testimonianza di un’esasperata cittadina di Castel San Pietro, che di questo ronzio proprio non ne può più. “Per dormire sono costretta a prendere le pastiglie – ci racconta – Ho addirittura dovuto comprare degli appositi tappi da 120 franchi. È un rumore molto, molto invasivo”.
“Questa situazione va avanti periodicamente da circa un anno e mezzo, nella più totale noncuranza della popolazione. Mio padre è malato e questo ronzio di certo non lo aiuta a stare tranquillo. Senza parlare delle donne incinte, degli anziani e di tutti coloro che la notte hanno bisogno di riposare”.
La nostra interlocutrice è decisamente battagliera e ha già provato a far valere le proprie ragioni sia al Dipartimento delle istituzioni si al Corpo delle Guardie di Confine (ricordiamo che l’utilizzo dei droni è di competenza delle Forze Aeree con l’appoggio delle Guardie di Confine). Ma le risposte non l’hanno convinta. “Vorrei sapere quel è il reale grado di minaccia che giustifica un simile dispiegamento di forze. Siamo davvero presi d’assalto alle frontiere?”, si chiede. “So che questi rumori hanno esasperato molti cittadini e qualcuno ha addirittura traslocato. Ma io non intendo lasciare casa mia per colpa del rumore del drone”.
Ma non è tutto. La nostra lettrice ritiene inoltre che l’utilizzo di questo drone sia invasivo nei confronti della popolazione: “Una sera ha bussato la Polizia spiegando che il drone dell’Esercito aveva visto un uomo intrufolarsi in casa. Invece era un membro della mia famiglia”.
“Questo è troppo: questi controlli servono? Certo che il dubbio viene appena si viene a sapere che in 3 occasioni dei migranti sono morti alla stazione di Balerna, ovvero dalla via d’accesso più diretta – conclude – Oppure servono solo a farsi vedere?”
Lo sfogo delle nostra interlocutrice ricalca quello del sindaco di Maslianico Tiziano Citterio, ripreso da La Provincia di Como una settimana fa: “Non mi risulta che dai sentieri di Maslianico passi un fiume di migranti. Basterebbe una pattuglia a contrastare l'eventuale entrata illegale. Otterrebbe migliori risultati rispetto ai fastidiosi droni. Quello dei rumori è un problema grave in quanto sono numerosi quelli che non dormono più”. Lo stesso Citterio ha addirittura pensato a un atto dimostrativo: fuochi d'artificio per contrastare le pale dei droni.
Le Guardie di Confine hanno sempre ribadito che l’impiego dei droni è limitato a operazioni strettamente necessarie e si sono dette consapevoli dei disagi causati dal ronzio delle eliche. Berna è in attesa di fare entrare in servizio un modello più nuovo, tecnologico e silenzioso dell'attuale ADS-95 Ranger, l’Hermes900, le cui emissioni sonore sono a stento udibili.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

