
Lo scorso 9 gennaio Caterina Barbera, la mamma 35enne ricoverata al San Giovanni di Bellinzona, morì a causa di un'aritmia cardiaca e non per un errore medico. Lo hanno stabilito i periti dell’istituto di medicina legale di Losanna. Quattro mesi fa la donna venne ricoverata per problemi al fegato e per una infezione in via di guarigione. Fu il marito a trovare il suo corpo privo di vita nella stanza dell’ospedale. Sul decesso venne subito aperta un’inchiesta, coordinata dal procuratore pubblico Nicola Respini per determinare le eventuali responsabilità. A distanza di quattro mesi l’inchiesta è terminata. Come scrive oggi il Corriere del Ticino, si conferma quanto ipotizzato fin da subito: all'origine della tragedia non ci fu un errore medico ma una tragica fatalità. Tragica per tre fattori: perché lo scorso 9 gennaio a morire senza segni premonitori fu una donna nel fiore degli anni; perché a ritrovarla priva di vita fu il marito; e perché il personale del san Giovanni non ebbe neppure il tempo di rendersi conto di quanto fosse successo in quella stanza dell’ospedale.
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