
Giungono le prime reazioni all'ufficializzazione da parte delle associazioni economiche del lancio del referendum contro la tassa di collegamento approvata settimana scorsa dal Gran Consiglio ticinese.
Se c'è chi saluta con favore il referendum ("Credo sia giusto che su questo ennesimo balzello sia il popolo ad esprimersi" ha scritto ad esempio su Facebook il consigliere nazionale PPD Fabio Regazzi), c'è anche chi invita chiaramente a boicottare la raccolta firme.
Si tratta dei Verdi del Ticino, che tramite un comunicato stampa odierno invitano la popolazione a non firmare il referendum.
"Le nostre strade sono ormai al collasso" si legge nel comunicato fattoci pervenire dalla co-coordinatrice dei Verdi del Mendrisiotto, Jessica Bottinelli. "Il tasso di inquinamento, soprattutto nella regione del Mendrisiotto, è costantemente al di sopra dei limiti consentiti dall’ordinanza federale sull’inquinamento atmosferico. La salute della popolazione è seriamente a rischio."
"La tassa di collegamento non è la soluzione a tutti i mali ma è comunque un piccolo passo nella giusta direzione" proseguono i Verdi. "La stessa colpisce, non i dipendenti o i clienti, ma i proprietari dei fondi su cui esistono più di 50 posteggi. La legge non impone di scaricare la tassa sui dipendenti o sui clienti. Questa decisione è una libera scelta delle aziende e dei centri commerciali."
"Fino ad oggi i cittadini ticinesi hanno pagato le spese di urbanizzazione di tutti i fondi toccati dalla tassa di collegamento cosi come hanno pagato le strade di collegamento e anche i servizi pubblici di trasporto collettivo (bus e treni). È ora e tempo che anche le aziende e i centri commerciali, principali fruitori delle infrastrutture pagate dai cittadini, contribuiscano maggiormente e concretamente alla spesa pubblica. La soluzione alternativa è diminuire il numero di parcheggi implementando soluzioni alternative: bus navetta e bus aziendali, condivisione dell’automobile da parte dei dipendenti, bonus aziendali per i dipendenti che utilizzano i trasporti pubblici e per finire potrebbero impiegare più residenti invece di far capo alla mano d’opera d’oltre frontiera" concludono i Verdi. "Troppo facile privatizzare i profitti e scaricare i costi, anche della salute, su tutta la collettività. Il Ticino ha bisogno di diminuire il traffico e soprattutto ha bisogno di aria pulita."
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