
Le statistiche sono in crescita. Terminata la parentesi pandemica, nel 2022 gli interventi di polizia a Lugano per accattonaggio sono stati 178, quasi come nel 2019. 138 quelli registrati già quest’anno. E al di là dei numeri, anche qualitativamente qualcosa è cambiato. “Oggi siamo confrontati con un 95% di queste persone che hanno il passaporto rumeno”, spiega ai microfoni di Ticinonews il comandante della PolCom di Lugano Roberto Torrente. Quasi tutti arrivano dall’hinterland milanese, mentre una esigua minoranza dal comasco e dal Varesotto. Prima si assisteva alla presenza di donne con bambini, oppure di persone anziane, oggi invece “il 60% è tra i 18 e i 25 anni e spesso lavora in gruppo. E nel momento in cui viene chiesta la carità, generano anche un sentimento di insicurezza nella persona a cui viene domandato di donare del denaro”.
La nuova campagna
Per questo motivo la città, confrontata più di tutte in Ticino con il fenomeno, ha deciso di lanciare una nuova campagna di sensibilizzazione che non lascia margini di interpretazione: “Tira dritto! Non finanziare l’inganno”, recita il flyer che sarà distribuito sul territorio. Con un appunto importante: “Vuole distinguere chi fa delle attività illegali da chi invece ha davvero bisogno”, precisa la municipale Karin Valenzano Rossi. “Noi vogliamo incentivare l’aiuto a chi ha realmente necessità, mentre disincentivare il finanziamento di comportamenti illeciti”. Come? Indirizzando i primi verso le associazioni attive sul territorio, contrastando invece i secondi. Un obiettivo che la città mira sì a raggiungere attraverso la campagna ai cittadini, ma anche valutando modifiche legislative affinché le misure di contrasto siano veramente efficaci. Ad esempio “una collaborazione più stretta, anche con il Cantone ed eventualmente il Ministero pubblico, per identificare quegli accorgimenti che già oggi possono esser messi in campo, per arginare eventuali lavoro nero, entrate illegali e fare in modo che la procedura per comminare dei divieti di entrata possa essere più efficace”.
Riservare gli aiuti a chi davvero ne ha bisogno
In altre parole, occorrerebbe poter intimare le multe in modo immediato. Come detto, non si tratta di disincentivare la generosità delle persone, bensì di riservare gli aiuti a chi davvero ne ha bisogno. Fra Martino Dotta, responsabile del Centro Sociale Bethlehem che partecipa alla campagna, consiglia di non consegnare mai del denaro. “Credo che chi abbia effettivamente bisogno, accetti qualsiasi tipo di aiuto e non chieda semplicemente soldi”, commenta Fra Martino. “Il fatto di non dare denaro è proprio un modo per verificare, per quanto possibile, se la persona si trova in difficoltà e se può essere aiutata, indirizzandola eventualmente anche nelle strutture di accoglienza presenti sul territorio”.

