
Malgrado fosse assente, Raoul Ghisletta è stato uno dei principali bersagli delle critiche emerse mercoledì durante il Comitato cantonale del Partito socialista.
In molti in sala hanno puntato il dito contro il candidato luganese, reo di aver disorientato gli elettori assumendo una posizione euroscettica.
Nessuno ha difeso Ghisletta, il quale ribatte alle accuse solo oggi, in un'intervista a La Regione.
"Sono a Losanna e a Berna a discutere di proposte contro il dumping salariale in riunioni sindacali. Bisogna portare avanti proposte concrete e non polemiche sterili" esordisce il presidente della sezione PS di Lugano.
Ghisletta ribadisce di non avere cambiato idea sulla questione dei rapporti con l'Unione europea. "Fino a quando tale problematica non sarà risolta, per il PS non sarà possibile riconquistare le classi popolari che oggi sono vittime dei bilaterali" afferma. "Continuando a seguire la linea del partito cantonale, si butta la gente tra le braccia dell'UDC e della Lega."
Secondo Ghisletta, fino a quando il Partito socialista non cambierà strategia, continuerà a perdere consensi. "O si cambia o non c'è futuro" dichiara.
Infine Ghisletta afferma di non essere intenzionato a correre per la carica di presidente del Partito socialista ticinese. "No, l'ho già detto e lo ribadisco: la mia attività professionale non mi permetterebbe di assumere tale carica."
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