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Ticino
“Non escludo che si arrivi alla soluzione francese”
Foto © CdT/ Chiara Zocchetti
Foto © CdT/ Chiara Zocchetti
Marco Jäggli
5 anni fa
Il Presidente del Consiglio di Stato Manuele Bertoli ritiene possibile che si pensi di inserire l’obbligo di vaccinazione per i sanitari, ma è ancora troppo presto per dirlo e, soprattutto, è competenza federale

Lunedì 12 luglio il Presidente francese Macron ha esteso l’obbligo del green pass per accedere a molti luoghi pubblici e introdotto l’obbligo di vaccinazione per il personale sanitario. Teleticino ha interpellato il Presidente del Consiglio di Stato Manuele Bertoli per sapere le sue considerazioni su quest’ultima misura e, soprattutto, se è possibile pensare che in Svizzera si applichi qualcosa di simile: “Diciamo prima di tutto che le questioni dell’obbligo vaccinale sono decise a livello federale, con la legge sulle epidemie che dà competenza al Consiglio federale di intervenire in questa direzione. Io credo sia abbastanza normale che il tema si ponga, perché come sempre in questi casi c’è un conflitto tra due libertà: la libertà personale di scegliere se vaccinarsi e poi l’effetto che questo ha sulla salute degli altri e la loro libertà. Si impone di fare una valutazione precisa per capire qual è la libertà che va difesa prima di tutto e che va quindi a calpestare l’altra. Io credo che alla fine sarà importante, per chi non vuole farsi vaccinare, capire che più questo numero sarà elevato più le autorità politiche saranno propense ad andare verso l’obbligo o una serie di misure che si avvicinano di molto all’obbligo”.

Quindi secondo lei non è un’utopia che parole simili a quelle pronunciate da Macron possano essere pronunciate dal nostro Consiglio federale?
“Guardi, non mi chieda di fare una previsione perché non sono in grado di farla. Però è chiaro che se bisogna preparare una serie di provvedimenti sanitari per accogliere persone malate in ospedale che non hanno voluto vaccinarsi, e se questo comporta un’organizzazione importante o anche misure che vanno a intaccare la libertà di chi è già vaccinato è inevitabile che si arrivi a qualcosa di vicino all’obbligo o all’obbligo stesso. Per quanto riguarda il personale sanitario il problema è ancora maggiore, perché è chiaro che dovesse capitare anche solo un caso di un sanitario che trasmette la malattia a un paziente avremmo un problema piuttosto importante”.

Cosa ne pensa della decisione francese, per quanto riguarda l’obbligo di vaccinazione?
“La Francia ha scelto l’obbligo per il personale socio-sanitario. Si potrebbe utilizzare un’altra strada, forse meno trasparente e più ipocrita. Si potrebbe dire: ‘Non vuoi vaccinarti? Va bene, però devi fare un tampone due volte a settimana’. Alla fine credo sia più trasparente, più diretto e più chiaro andare verso la direzione francese. Che non è una soluzione facile, è una soluzione che fa e farà molto discutere e credo che al momento, in Svizzera, non siamo ancora pronti per arrivare lì. Anche se non escludo che ci si arrivi in un prossimo futuro, a dipendenza di come evolverà la pandemia”.

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