
Il Consiglio federale ha raccomandato ieri al Parlamento di respingere senza controprogetto l'iniziativa popolare "Sì alla protezione della sfera privata", che chiede di ancorare il segreto bancario nella Costituzione federale.
Secondo il Governo, tale iniziativa ostacolerebbe la corretta riscossione delle imposte e comprometterebbe la lotta al riciclaggio di denaro, come ha spiegato ieri Eveline Widmer-Schlumpf.
Un parere contro il quale si scaglia oggi l'ex consigliere nazionale PLR Fulvio Pelli, membro del comitato d'iniziativa.
"Non è assolutamente vero quello che dice Widmer-Schlumpf" afferma Pelli in un'intervista rilasciata al Corriere del Ticino. "Quel che noi vogliamo è mantenere il rapporto attuale tra cittadino e Stato, basato sulla fiducia. È il cittadino che ha l'obbligo di dichiarare allo Stato la propria situazione fiscale e proprio per questa ragione il cittadino rispetta lo Stato. Se invece lo Stato diventa un poliziotto, la gente non lo rispetterà più."
Anche su quanto concerne la lotta al riciclaggio Pelli ha un parere opposto a quello del Consiglio federale. "Le norme contro il riciclaggio resterebbero ovviamente in vigore" dichiara. "Del resto lo stesso Governo afferma che si tratta di un'interpretazione del testo dell'iniziativa."
"La realtà è che il Consiglio federale, che attualmente segue una linea di centro-sinistra, vorrebbe abolire il segreto bancario anche in Svizzera" conclude Pelli. "Ma per farlo deve interpellare il popolo come è giusto che sia in democrazia e non cambiare le cose sotto la pressione di minacce internazionali come avvenuto in passato. Nel caso dei cittadini svizzeri non ci può essere nessuna pressione dall'estero."
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