
Non mollano gli amici di Arlind Lokaj, malgrado settimana scorsa sia giunta l'ennesima decisione negativa (la decima) sulla sua richiesta di poter rimanere in Svizzera.
Domani sera, come noto, è prevista una manifestazione in sostegno del giovane kosovaro. Ma già oggi, con un comunicato stampa, gli amici di Arlind fanno sentire la loro voce per contestare le dichiarazioni del consigliere di Stato Norman Gobbi.
"Siamo costretti (ancora una volta) a dover smentire e mettere in discussione la parola del Governo, precisamente, in questo caso, quella del Consigliere di Stato Norman Gobbi" scrivono gli amici di Arlind. "Ci riferiamo a quanto dichiarato da quest'ultimo durante il dibattito con la capogruppo in Gran Consiglio del Partito Socialista, Pelin Kandemir Bordoli."
"In particolare, l'On. Gobbi ha ripetutamente espresso il fatto che Arlind avesse tre fratelli risiedenti in Kosovo che potrebbero occuparsi di lui come altresì il padre e che quindi avesse degli effettivi punti di riferimento grazie ai quali non avrebbe difficoltà nel tornare nel suo Paese d'origine" scrivono. "Ebbene Arlind ha sì tre fratelli e due fratellastri. i quali: Arianit, 23 anni, risiede a Coira (GR-CH) ed è coniugato. Artemida, 26 anni, risiede a Lyon (FR). I due fratellastri invece, figli effettivi del padre (a cui arriveremo dopo) hanno rispettivamente 3 e 12 anni, unici residenti con il padre. L’unica sorella residente in Kosovo è Artina, 19 anni, che vive in un piccolo appartamento con un’anziana, in quanto suo padre non la vuole a casa. Arlind deve lasciare la Svizzera e tornare esclusivamente in Kosovo, ragion per cui non è possibile fare affidamento su di loro, ed è ovviamente impensabile poter contare sull'aiuto di due bambini."
"Come dovrebbe essere risaputo ormai" proseguono gli amici, "il padre di Arlind si è espressamente rifiutato di prendersi cura di lui già all'età di 14 anni, per questo motivo anche questa opzione è da ritenere nulla. Se il Governo avesse preso l'ingiusta decisione di espellere Arlind prendendo in considerazione quanto dichiarato dall'Onorevole Gobbi, allora questo ha commesso un altro errore. Ribadiamo il nostro sdegno, la nostra rabbia ed il nostro dolore. Di nuovo è sembrato sentir parlare di pedine e non di persone, come se la burocrazia e degli ideali politici prevalessero sui sentimenti!"
Con questo, gli amici di Arlind nuovamente il Governo a voler fare un passo indietro e rivalutare il caso, così come rinnovano l'appello alla popolazione ticinese a scendere in strada, martedì 15 aprile.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

