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Ticino
“Non è uno stadio, è speculazione edilizia”
Filippo Suessli
6 anni fa
Il Movimento per il socialismo ha presentato l’annunciato referendum contro il nuovo stadio di Cornaredo: “A perdere tempo sono state le autorità, non sarà il nostro referendum”

“L’Mps non è contrario all’edificazione di uno stadio, né contrario al potenziamento e al miglioramento delle strutture sportive. Ma il progetto che ci viene presentato non riguarda questo. A questo progetto di ristrutturare, riorganizzare, potenziare le strutture sportive, è stato aggiunto un progetto di speculazione immobiliare per noi assolutamente inaccettabile”. Il segretario dell’Mps Pino Sergi, ai microfoni di Teleticino, non le manda a dire. Oggi il Movimento per il socialismo ha presentato i motivi di quello che sarà il referendum contro il nuovo stadio di Cornaredo. Sarà, diciamo, perché prima di presentare referendum l’Mps dovrà attendere che il Consiglio comunale approvi il messaggio presentato dal Municipio. Ma essendo, a Lugano, forza extraparlamentare, il movimento di Pino Sergi ha scelto di anticipare i tempi con una conferenza stampa.

L’idea del Municipio si focalizza tutta sul partenariato tra pubblico e privato. Il gruppo immobiliare Hrs Real Estate costruirà stadio, palazzetto e spazi immobiliari, il Comune pagherà l’affitto. Una strada scelta per evitare di aggravare ancor di più il già alto debito pubblico della Città. “ Dire che grazie a questo partenariato pubblico-privato non graveremo sull’indebitamento pubblico è una farsa, perché poi si dovrà andare a prendere i soldi sulla gestione corrente”, ribatte Matteo Poretti dell’Mps. “Si parla, considerato tutto, quindi anche degli spazi amministrativi, di 10.8 milioni all’anno, che moltiplicati per 27 anni danno una cifra di 350 milioni”.

La paura dell’Mps è che questo porti le finanze cittadine nel baratro. Così Sergi: “La Città potrà rispondere o aumentando l’onere fiscale o tagliando le prestazioni sociali ai cittadini. Sono due ipotesi che noi non condividiamo e sono soprattutto due ipotesi che sarebbero la conseguenza di un progetto che non risponde alle attuali necessità dei cittadini di Lugano”. Anche perché, secondo referendisti vi erano altre possibilità: “Sono dieci anni che si discute dello stadio e del palazzetto dello sport. In dieci anni sarebbe stato il minimo gesto di responsabilità politica quello di prevedere delle alternative, che tra l’altro ci sono perché c’era un progetto di ristrutturazione di Cornaredo, valutato attorno ai 50 milioni, altri dicono 20. Ecco doveva essere presentato anche uno scenario alternativo, in modo che la politica potesse esprimersi”, spiega Poretti.

Di fronte a un referendum, però, il rischio è noto a tutti: se i lavori non dovessero iniziare quest’estate, la Swiss Football League deciderà la retrocessione a tavolino dell’Fc Lugano, che può continuare a giocare in una struttura non a norma solo grazie a una deroga. Ma Sergi non ci sta a essere considerato il boia dei bianconeri: “Dieci anni fa c’era un progetto per riorganizzare lo stadio di Cornaredo e adeguarlo alle direttive. Questo tempo, che oggi metterebbe in pericolo il Football Club Lugano, è stato perso dalle autorità, non è stato perso né dall’Mps né da coloro che oggi esercitano o eserciteranno un diritto democratico”.

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