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Ticino
“Non è una semplice influenza”
Foto CdT/Gabriele Putzu
Foto CdT/Gabriele Putzu
Filippo Suessli
6 anni fa
Uno studio, svolto anche in Ticino, mostra il diverso impatto del Covid-19 e dell’influenza sui pazienti ospedalizzati: “

Anche in un sistema sanitario con sufficienti risorse, umane e finanziarie, il Covid ha conseguenze gravi o letali tre volte di più dell’influenza. È questa la conclusione a cui è giunto uno studio svolto in 14 ospedali svizzeri. La ricerca, firmata anche dal ticinese Carlo Balmelli, indaga gli esiti dei ricoveri per influenza A/B (su dati raccolti già dal 2018) e di quelli per Covid-19 durante la prima ondata la scorsa primavera.

Un progetto pre-Covid

La pubblicazione è nata prima della pandemia. Infatti già nel 2017 è stato concepito, dall’Institute for global health dell’Università di Ginevra e dall’Ufsp, un sistema di sorveglianza prospettica dell’influenza, voluto per capire l’impatto dell’influenza in termini di ricoveri e di decorso ospedaliero. Con l’avvento del Covid-19, i ricercatori hanno allargato l’inquadratura anche alla nuova malattia.

In Ticino

“Come EOC abbiamo partecipato già dal 2017, insieme ad altri 7 centri ospedalieri in Svizzera, sia allo sviluppo di questa sorveglianza che al rilevamento dei dati”, ci spiega Carlo Balmelli, co-autore, caposervizio di Malattie infettive dell’Ospedale regionale di Lugano e responsabile di Prevenzione infezioni e Medicina del personale dell’EOC. “Dopo le prime due stagioni dedicate allo studio dell’influenza (2018-2019 e 2019-2020) e con l’arrivo della pandemia da SARS-CoV-2 lo studio è stato focalizzato sui casi di COVID-19 ricoverati in ospedale ed ampliato a 14 centri partecipanti”.

Pazienti più giovani e con meno altre malattie

Lo studio, va sottolineato, si è occupato solo dei pazienti ricoverati. Non dà quindi risposte sulla malattia in generale. I risultati, però, sono evidenti per Balmelli: “COVID-19 ha sui pazienti un impatto ben maggiore rispetto all’influenza. Non solo i pazienti ricoverati per COVID-19 sono in media più giovani (e con meno patologie concomitanti) di quelli ricoverati per influenza, ma anche il loro decorso durante il ricovero risulta più severo”. Si parla di degenze più lunghe, rischio più che raddoppiato di dover essere ricoverati in cure intensive e ventilati artificialmente. “Infine, la mortalità globale di questi pazienti è tre volte maggiore rispetto a quelli ricoverati per influenza”.

“Non banalizzare neanche l’influenza”

La speranza, ora, è che il vaccino possa portarci a convivere con il Covid-19 come lo facciamo con l’influenza. Ma il dottor Balmelli su questo punto invita all’attenzione, perché anche l’influenza non va sottovalutata. “Abbiamo un esempio di infezione per cui è disponibile (da anni) un vaccino, ma dove questo non è ancora sufficientemente sfruttato: pertanto non possiamo permetterci di banalizzare, in realtà, nemmeno l’influenza”, ci spiega. Anche l’influenza, infatti, seppur in misura minore uccide e costringe ogni anno pazienti nei reparti di terapia intensiva.

“La vaccinazione potrà cambiare le carte in tavola”

Ecco quindi che, secondo Balmelli, anche il Covid-19, pur con il vaccino, non potrà essere banalizzato, almeno nel prossimo futuro. Il vaccino, però, visti anche i primi risultati provenienti da Israele (che ha già vaccinato ampie fette della popolazione) offre buone prospettive. “Sono convinto che la vaccinazione potrà davvero ‘cambiare le carte in tavola’ e ridurre in modo drastico gli effetti della pandemia”, spiega il medico. “Ma molto dipenderà anche da quante persone saranno disposte a farsi vaccinare sia fra le persone a rischio che anche nella popolazione in generale, in modo da creare una cosiddetta ‘efficace immunità di gregge’. E questo vale in Svizzera cosi come per tutti gli altri paesi”.

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